Ho visto ieri notte a “niente di personale” un montaggio inquietante di comparsate del Ministro La Russa a tutta l’infinita serie di talk show che infestano l’etere. Si sa che un certo modo di montare immagini e parole può deformare anche la materia più pura, così come si sa pure che la materia prima offerta da Ignazio La Russa lascia alquanto a desiderare.
Il risultato era orripilante, uno spettacolo da vietare ai minori: occhi spiritati, insolenze, sovrapposizioni di voce, volgarità, studi abbandonati a metà trasmissione. Credo che se un campione di 1000 essere umani normali, provenienti dalla macchina del tempo, fossero stati richiesti di confermare la natura ministeriale di quella creatura, tutti avrebbero negato recisamente. Concluderei senz’altro affermando che, nel caso di Ignazio La Russa, la grazia di stato proprio non opera.
Ne scrivo, non per contrappasso alle parole commosse di ieri su Tommaso Padoa Schioppa, ma perché da quella parte dello schieramento politico – insieme al vecchio camerata Maurizio Gasparri – stanno venendo in queste ore parole dissennate sull’uso preventivo di strumenti di polizia contro ipotetiche contestazioni future del mondo studentesco.
Benzina sul fuoco, accostamenti spericolati alla stagione dell’eversione rossa e nera di trent’anni fa, evocazioni gratuite di aggettivi “terroristi”, un delirio puro in bocca a dei veri estremisti in doppio petto, uno ministro, l’altro capogruppo. Si racconta che il sindacato di polizia sia in forte disagio, che vi sia la consapevolezza che parole così sembrano essere dette apposta per alzare la tensione, salvo il fatto che, nel caso, per strada a scontrarsi vadano poi i poliziotti e non i ministri.
Alexis de Tocqueville, nei suoi taccuini sulla democrazia, scriveva – con una cattiva traduzione secondo me – che “il momento più pericoloso per la democrazia è quando un cattivo governo cerca di riformarsi”. Ecco, se si riformasse andrebbe pure bene; credo che Tocqueville intendesse dire “cerca di salvarsi”. E’ il caso del governo Berlusconi: fendenti menati a destra e manca, parole in libertà, comportamenti eterodossi e non istituzionali. I colpi di coda di Berlusconi (che ieri si definiva l’unico leader politico virile, o Dio mio che profonda pena per questo anziano signore !) e dei suoi colonnelli di Salò ci faranno davvero penare.
Domani e dopodomani, la Camera affronta gli ultimi provvedimenti prima di Natale mentre il Senato licenzierà la riforma Gelmini.
Giovedì, la direzione del Pd discuterà le ultime proposte di Bersani in materia di alleanze, di primarie, di terzo polo. Tornerò domani su questo argomento, non nascondendo che condivido parte della proposta e soprattutto la sua motivazione, ma sono ancora scettico sulla consistenza e la tenuta del terzo polo. Ma di questo ne parleremo.
Per oggi teniamo alta la guardia contro gli ultimi scomposti incendi di una stagione che muore.


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