Monthly Archives: gennaio 2010

Lo sciopero della fame di Francesco Zanardi

Lo sciopero della fame di Francesco Zanardi

Un amico mi ha scritto questa lettera che mi ha molto colpito. Ometto poche righe personali e la riporto integralmente perchè è spesso difficile per chi è eterosessuale entrare pienamente nella sensibilità di chi si batte per una diversa sessualità e di un conseguente diverso godimento di diritti che vengono in questo caso preclusi. Il dibattito è aperto.

Caro Lapo,
eccoti il link con tutte le informazioni necessarie per il caso di Francesco Zanardi.
L‘Italia è in fondo alla classifica dei paesi dell‘UE, vediamo se i politici italiani contribuiranno a portarla ancora più in basso con la loro indifferenza e il senso profondo del compromesso. Anche il Portogallo ha approvato una legge sui matrimoni gay. Ah, dimenticavo città del Messico che ha approvato addirittura l‘adozione.
Dovrò proporre a qualcuno l‘introduzione di una nuova scala di misura che accanto alle misure classiche macroeconomiche per determinare il grado di evoluzione e di prosperità di un paese come il GNI si basino anche su altri criteri di natura sociale.
Alcuni punti fondamentali per chiarirti le idee:
1. Le questioni LGBT poggiano sui diritti dell‘uomo: la differenza nel modo di esprimere la propria sessualità non deve interferire sul fatto che il diritto all‘amore è un fatto umano fondamentale che non conosce differenze perché il cuore umano non ha sesso.
2. Se lo Stato protegge questo diritto nel caso di coppie eterosessuali, non estendere questa tutela alle coppie LGTB significa discriminarle sulla base della loro diversità sessuale.
3. Questa è una violazione dei diritti dell‘uomo in uno dei paesi fondatori della UE e come tale va combattuta senza esitazioni.
Adesso una chiara posizione nei confronti delle critiche velate che XY mi ha fatto a proposito della mia distanza dalla Chiesa cattolica e il suo suggerimento di conoscere i preti che hanno celebrato il tuo ed il suo matrimonio che a quanto pare hanno vedute diverse.
Io non ho più problemi con la Chiesa cattolica di quanti non ne abbia con la comunità musulmana o con le comunità ortodosse ebraiche. Le religioni del mondo sono sistemi di valori e i valori vanno sempre protetti perché danno agli uomini la ragione per continuare a vivere insieme e a costruire un mondo migliore.
Ma malgrado tutte le diversità nessun valore può compromettere o mettere in discussione i diritti dell‘uomo. E i diritti dell‘uomo sono uno degli elementi di cui la vecchia Europa può essere orgogliosa.
Dunque se conosci davvero dei preti coraggiosi, ma coraggiosi davvero come quelli che durante il Fascismo persero la vita, allora portali con te quando vai a trovare Francesco. Che dimostrino con la loro presenza che anche per loro i diritti dell‘uomo sono più importanti delle politica del Vaticano. E che abbiano il coraggio di rischiare, di beccarsi le critiche più spietate dalla curia. Se non lo faranno che continuino a celebrare i matrimoni di chi vogliono, io non ho bisogno di conoscerli, grazie mille!
Alla fine, caro Lapo, perfino gli americani sono riusciti ad eleggere un presidente di colore. La Chiesa romana cattolica, apostolica non è riuscita ad eleggere dopo secoli di esistenza un solo papa di colore. Che bellissimo esempio!
Francesco sta rischiando la vita per difendere il diritto di amare il proprio ragazzo come ogni altro, per il diritto di avere una famiglia normale. Normale, perché è l‘amore che è normale. Un amore riconosciuto socialmente. La sessualità è un symbebekós (come direbbe Aristotele), come il fatto di avere i capelli ricci, biondi o rossi.
Pensa te, Lapo, un gay che lotta per il diritto alla famiglia in un paese come l‘Italia dove il primo ministro organizza orgie con minorenni. Ma ti rendi conto?
Mi dispiace essere così duro, ma sono rimasto molto deluso del fatto che tu fossi sulla lista degli assenti durante la votazione alla Camera. (si riferisce ad una discussione di qualche mese fa che termino con il rinvio dell’esame su un pdl in materia)
(…) In un paese evoluto e con un profondo senso dei diritti dell‘uomo questo non è necessario. Ho partecipato un sacco di volte all‘organizzazione del carro del partito dei Verdi al gay pride di Berlino. I miei colleghi della CDU, della SPD e della FDP hanno fatto lo stesso con i carri dei loro partiti.
(…) Francesco non mangia dal primo di gennaio.
Il treno da Roma a Firenze ci mette 90 minuti. Hai tempo fino a domenica.

Savona venerdì 29 gennaio 2010
Sono giunto al 27° giorno di sciopero della fame, le varie denunce alle istituzioni italiane non sono servite a nulla, il governo è latitante, malgrado le molteplici denunce fatte a tutte le istituzioni.
Manuel e Francesco non si arrendono, questa lotta e la speranza che milioni di italiani ripongono in noi non ci permette moralmente di deluderli, lo ha già fatto il nostro governo, io e Manuel non ci sentiamo di tradire la fiducia degli italiani ai quali siamo riusciti a dare una speranza.
Questo comunicato vi arriva con 24 ore di anticipo, questa notte ci metteremo in viaggio alle 04,00 per recarci a Firenze, al congresso di Certi Diritti, di cui cito il programma in seguito. Per noi è uno sforzo enorme, valutando le condizioni di salute nelle quali sono, calcolando che da un mese non lavoro.
Accenderemo li il giorno 30 alle 15,00 la torcia dei diritti, saranno presenti i rappresentanti delle principali associazioni italiane, deputati Europei ecc.
L’intero congresso sarà trasmesso in diretta TV sul canale che da 27 giorni sta trasmettendo in tutto il globo, il nostro sciopero della fame. www.gayitaliani.eu o www.glbt-tv.it

Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana

Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana

Venerdì 29 Gennaio alle ore 21.00

presso la Sala della Compagnia, Via di Soffiano 3 (angolo via Pisana) a Firenze

assemblea pubblica

“Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana”

Partecipano:
Paolo Bambagioni, Giovanni Bettarini, Andrea Ceccarelli, Paolo Cocchi, Alberto Cristianini, Rosa Maria Di Giorgi, Maurizio Folli, Emiliano Fossi, Massimo Fratini, Simone Gheri, Eugenio Giani, Stefano Marmugi, Riccardo Nocentini, Lapo Pistelli

Sono stati invitati: Agostino Fragai, Simone Naldoni.

Indicazioni stradali

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L’anno delle riforme ? Chi ben comincia…

L’anno delle riforme ? Chi ben comincia…

Un’ora prima della chiusura delle urne in Puglia – ma ci torneremo nei prossimi giorni – copio e incollo un pezzo scritto dal mio collega Salvatore Vassallo nel proprio sito a proposito delle riforme.

Sono stato cinque anni in Commissione Affari Costituzionali; ergo comprendo e condivido il senso delle parole che Salvatore qui racconta con stile e fermezza.

“Secondo il Presidente Giorgio Napolitano il 2010 dovrebbe essere l’anno delle riforme: quelle rese urgenti dalla crisi economica (ammortizzatori sociali, fisco) e quelle annunciate o attese da tempo, anche di rango costituzionale, relative alle istituzioni politiche e alla giustizia. All’ingrosso, sono state fatte affermazioni simili anche da parte del Presidente del Consiglio. Con un diverso stile e con altri obiettivi.

Napolitano, provando ad infondere un doveroso ottimismo, chiede che sulle regole istituzionali ci sia un vero e pacato confronto, che sulla giustizia non si facciano strappi. Berlusconi approfitta della benevolenza pubblica acquisita grazie al caso Tartaglia e rilancia ambizioni di riforme a tutto campo per aumentare il volume, far passare in secondo piano i suoi vizi privati (purtroppo già ampiamente aiutato dal caso Marrazzo), mentre gli avvocati di corte continuano a manipolare lo stato di diritto per sottrarlo al giudizio. 

Il monito motivato e doveroso di Napolitano rischia insomma di essere preso a strumento per l’ennesima campagna pubblicitaria di Berlusconi, che nella materia è senza dubbio ferrato. Che poi il 2010 possa realmente essere l’anno delle riforme è, purtroppo, assai dubbio. Le prime due settimane di lavori parlamentari forniscono più che un indizio.

Tralascio ovviamente i dettagli, i provvedimenti dall’esito scontato o di interesse molto settoriale su cui chi vuole può consultare la sintesi fornita dagli uffici della camera.

Dopo un lungo esame presso la Commissione Affari Costituzionali, alla fine di dicembre, è stato calendarizzato per la discussione in Aula il progetto di revisione delle norme vigenti in tema di acquisizione della cittadinanza. Un intervento che sarebbe necessario per tener conto della presenza di un numero crescente di italiani a tutti gli effetti, che lavorano regolarmente da anni nel nostro paese, sono perfettamente integrati, pagano le tasse, mandano i figli nelle nostre scuole, ma vengono tenuti nel limbo di senza patria. A causa di una legislazione che in controtendenza rispetto agli altri paesi europei garantisce la cittadinanza a lontani discendenti di connazionali che l’Italia l’hanno forse solo vista in cartolina o ne hanno un ricordo sfocato, ma considera stranieri tanti compagni di scuola e di giochi dei nostri figli. Ebbene, nonostante anche nella maggioranza ci sia notoriamente una componente (finiana) portatrice di posizioni molto diverse, la relatrice, Isabella Bertolini, ha confezionato un “testo unificato” che è una fotocopia delle posizioni della Lega Nord. In pratica, tutte le novità del PdL (nei due sensi) renderebbero più tortuoso ed esigente il percorso verso l’acquisizione della cittadinanza. Ma, attenzione, che succede martedì 12? 

In Commissione viene annunciata l’intenzione della maggioranza di chiedere che l’Aula deliberi un rinvio. Con la giustificazione, da parte del capogruppo PdL, Calderisi, di un approfondimento su problemi non risolti dal testo della relatrice, dando ad intendere, in maniera generica, che questi approfondimenti potrebbero portare ad un miglioramento testo, nel senso chiesto anche dall’opposizione. Era già evidente, in realtà, che in questo modo si voleva solo evitare di rendere palese, prima delle regionali, le divisioni interne al PdL con i finiani. Per questo ho posto in Commissione un semplice quesito: a Calderisi di spiegare nel dettaglio di quali possibili miglioramenti stava parlando e ai deputati della Lega di dire se erano d’accordo. Le risposte date in Commissione erano già abbastanza eloquenti. Ma è stata ancora più chiara la sequenza degli interventi in Aula dei due Capigruppo PdL (Cicchitto) e Lega (Cota). Secondo il primo, il ritorno in Commissione del progetto dovrebbe servire a “migliorarlo”. Secondo Cota va benissimo com’è, ma è bene rimandarlo in Commissione in modo che l’Aula si occupi in questi mesi di altro.

Insomma, i temi critici per la maggioranza vanno in sonno. Ma certo non per occuparsi di “molto” altro, perché in realtà sono mesi che l’attività dell’Aula langue: la prima settimana di attività parlamentare dopo le vacanze, chiuso rapidamente il discorso sulla Cittadinanza, è finita mercoledì!

In questo quadro, meritano d’essere segnalate le due discussioni svolte intorno alle mozioni riguardanti lo stato delle carceri e alle comunicazioni del Ministro Alfano sull’amministrazione del sistema giudiziario. Entrambe hanno affrontato, anche se da punti di vista diversi, la crisi della giustizia nel nostro paese. Dei suoi problemi veri: del sovraffollamento disumano degli istituti di pena e della lentezza del processo civile. A fronte dei quali il governo mette in gioco sempre meno risorse, accanto a promesse esorbitanti al punto da apparire anche all’orecchio più ingenuo pre-elettorali.

Come è noto, oggi le priorità del governo non sono queste. Sempre di giustizia si tratta ma per risolvere i problemi di uno solo. Dopo la dichiarazione di illegittimità costituzionale del Lodo Alfano che avrebbe sospeso automaticamente e in forma generalizzata i procedimenti in cui è coinvolto il Presidente del Consiglio, sono in campo nuove “soluzioni”. In attesa di poter varare lo stesso Lodo con legge costituzionale (addirittura ampliandone il campo di applicazione) si lavora a spron battuto sul “processo breve“, ovvero sulla anticipata estinzione dei processi (al Senato) e sul “legittimo impedimento“, ovvero sulla prerogativa posta in capo al Primo Ministro di disertare le aule giudiziarie a piacimento (alla Camera). In Commissione Affari costituzionali abbiamo dovuto esprimere un parere sul secondo provvedimento. Rinvio chi fosse interessato alla discussione ed al mio contributo.

Nella stessa giornata, sempre in Commissione, si è avuto un clamoroso esempio di sfrontata lottizzazione politica. Il ministro Brunetta, grande propugnatore del merito e della trasparenza, ha proposto la nomina di Davide Giacalone (coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari per delitti contro la pubblica amministrazione e poi assolto, ora collaboratore del Ministro) a presidente di DigtPA, ente pubblico non economico che sostituisce l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. Il curriculum del nominando era tratto dal blog personale dell’interessato. Non compare nessuna indicazione dei titoli di studio e nessun elemento che possa testimoniare la “alta qualificazione tecnica e manageriale”, la “profonda conoscenza in materia di innovazione tecnologica comprovata da competenze in ambito scientifico e da esperienze di gestione in enti o strutture complesse” richiesta dalla legge istitutiva e dalla funzione. Ho domandato al Ministro quali, tra quelli indicati, fossero esattamente i titoli che testimoniano le competenze scientifiche e le esperienze manageriali del Sig. Giacalone pertinenti rispetto all’incarico, ma Brunetta non ha risposto. Nel CV compaiono però una sfilza di libri presentati a proprio nome ma in realtà scritti a molte mani, tipo: “Né rosse, né cooperative”, “Malagiustizia” o “Fannulloni d’Italia”, pubblicati nella collana “Manuali di Politica Tascabile” edita da Il Giornale e diretta da Renato Brunetta. La lettura dei resoconti sommari sulla discussione e in particolare degli imbarazzanti interventi a sostegno della nomina è istruttiva. Ma posso assicurare che la registrazione video sarebbe stata molto più eloquente.

Può darsi che a un certo punto, dopo le regionali, si affronteranno anche riforme che, se ben fatte, servirebbero al Paese: ammortizzatori sociali, fisco, Università, bicameralismo, sistema elettorale, … Vedremo. Abbiamo idee al riguardo e le porteremo nel dibattito parlamentare, se ce ne sarà l’opportunità. Per il momento è lecito dubitare, purtroppo, che il 2010 sia l’anno giusto.”