Stamattina presto ho finito di leggere “Tutti indietro”, il libro di Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR in Italia, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si dedica in 116 paesi del mondo al tema dei rifugiati. E’ un libro bello, non saprei definirlo altrimenti, che parla di temi forti, di umanità, di diritto alla vita e alla felicità delle persone, dell’impazzimento di una società che, complice la comunicazione, fa di ogni erba un fascio e sovrappone immigrazione e sicurezza, dimentica i principi e i valori per i quali sta insieme e pensa di chiudere il mondo fuori dall’uscio serrando bene il paletto. E’ un libro di denuncia delle politiche miopi messe in atto negli ultimi anni e un libro di storie, drammatiche, tragiche, ma anche cariche di speranza.

Credo che proprio la speranza sia ciò di cui abbiamo tutti più fortemente bisogno. La speranza come benzina per la tenacia con la quale combattiamo la nostra battaglia quotidiana, la speranza come orizzonte che il mondo, quello grande e multicolore che ci entra in casa con la tv così come quello piccolo ma importante dei nostri affetti e delle nostre relazioni, faccia un piccolo passetto in avanti. La speranza è quella che ci fa vedere nell’altro non un’insidia ma un’opportunità nuova, quella che motiva il coraggio delle scelte inedite, delle parole vere anche se scomode.

E’ la leva dell’anima per sollevare il mondo.

Perciò il mio augurio più sincero a tutti coloro che seguono questo blog è quello di scuoterci di dosso quella cappa grigia di rassegnazione che opprime questo tempo, una polvere finissima che rende opaca anche la battaglia più scintillante, e di ritrovare, in noi stessi innanzitutto, e nella condivisione e solidarietà con gli altri, la forza d’animo che ci rende capaci di cambiare le cose anche perché ce le fa vedere con occhi diversi.

Se la metto con le parole serie del filosofo direi “La vita la si comprende guardando indietro ma la si vive guardando avanti”.

Se invece la devo chiudere con il tono leggero di un ultimo dell’anno, allora cito un giovane romanziere italiano “La vita è una favolosa rottura di coglioni. Mi chiedo: su cosa ci vogliamo concentrare ? Sulla rottura di coglioni o sul favoloso ?”.

Buon 2011 dal profondo del cuore.

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