Lapo Pistelli

Il blog.

La politica, i volti e la vita privata

Inviato da Lapo Pistelli il 19 maggio 2009 - 17:14

Da qualche giorno ci tormenta la vicenda di “papi” Berlusconi, di Noemi e degli strascichi familiari, a doppio taglio: da una parte gli avvocati divorzisti, dall’altra i servizi fotografici. E per servizi fotografici non intendo le foto ritoccate che girano su internet, ma il servizio concesso dallo stesso Presidente del Consiglio a quel “diavolo di Alfonso Signorini” (ipse dixit), direttore di Chi, rivista di famiglia (appunto…).  Su quel giornale, insieme alle foto della festa e al sequel con baci in posa dell’illibata Noemi col fidanzato e dei di lei genitori naturali, troviamo un album storico del Berlusconi infante, giovanissimo e via via nella scala del tempo e del successo, un’agiografia degna del miglior caudillo, simile in tutto e per tutto a quella contenuta nel giornaletto “Una storia italiana” che il Cavaliere utilizzò per conquistare il voto degli italiani.

Oggi ho letto su Repubblica questa bella intervista di Fabio Gambaro al filosofo francese Gilles Lipovetsky. Commenta i casi di Berlusconi e Sarkozy, ma vi ritroviamo molti aspetti delle vicende politiche quotidiane anche a livelli più bassi, anche nelle nostre città, in campagne elettorali dove - rispetto a dieci o venti anni fa - gli slogan, i simboli e persino i programmi lasciano il posto al trionfo dei volti e della vita privata dei candidati.

Vi ripropongo qui sotto l’intervista. Che ne pensate?

 

La nuova società della conversazione - Intervista al filosofo Gilles Lipovetsky, di Fabio Gambaro (La Repubblica, 19/5/2009)

«La depoliticizzazione della società, la forza dei media e un individualismo sempre più accentuato favoriscono la trasformazione della vita politica in materia da rotocalco». Lo sottolinea il filosofo francese Gilles Lipovetsky, il quale, commentando i casi di Sarkozy e Berlusconi, ricorda che tale evoluzione è in atto da tempo. «All’origine di tutto ciò», spiega l’autore dell’ Era del vuoto, Una felicità paradossale e Il tempo del lusso, «c’è innanzitutto la fine delle grandi utopie della modernità, che in passato hanno garantito la centralità della politica percepita come portatrice di grande speranze. Oggi non è più così. Non ci sono più utopie e i progetti politici non fanno più sognare. Anche la mondializzazione contribuisce a tale disincanto, perché, di fronte alle sue conseguenze, la politica sembra impotente. I cittadini hanno l’impressione che il vero potere sia altrove, si sentono espropriati della possibilità di scegliere. Inoltre, non bisogna dimenticare l’attenuarsi della differenza tra destra e sinistra che spinge molti politici a disinteressarsi della politica. Tutto ciò contribuisce alla depoliticizzazione della società e indebolisce lo statuto degli uomini politici, nei confronti dei quali prevale la sfiducia e il sospetto».
Come reagiscono i diretti interessati?
«Provano a sfruttare quella che Baudelaire chiamava la curiosità dell’uomo moderno. Dato che i programmi non riescono più a coinvolgere gli elettori, si punta tutto sulla personalità dell’uomo politico. Da qui la necessità di metterne in scena la vita privata. I politici accettano e a volte favoriscono questa spettacolarizzazione della loro vita, sperando di captare l’attenzione di chi si disinteressa di loro. Una volta si faceva sognare attraverso i programmi, oggi con la narrazione della propria vita. Naturalmente, ciò è reso possibile dalla forza dei media che rispondono alle attese di un pubblico molto sensibile a tali incursioni nel privato. In pratica, all’esibizionismo degli uni risponde il voyerismo degli altri».
Con quali conseguenze?
«Le tecniche della politica assomigliano sempre di più a quelle del marketing e dello star system. Oggi la pubblicità non si accontenta più di dire che un certo prodotto è migliore di altri, vuole creare un valore affettivo con questo o quel marchio. Lo stesso accade in politica, invece di difendere un programma, il politico prova ad alimentare una corrente di simpatia, di affetto. La politica, che era il luogo della razionalità e della riflessione, diventa l’ambito dell’adesione sentimentale. Ecco perché la vita privata e la sua narrazione diventano tanto importanti. Il politico non fa altro che adeguarsi a una società dominata dall’individualismo e dalla vita privata. Ma così la politica diventa oggetto di conversazione invece che di mobilitazione».
Mettendo in scena la loro vita privata, i politici tentano di mettersi sullo stesso piano degli elettori?
«Certamente, vogliono apparire persone normali. La narrazione dei loro amori, dei loro divorzi, dei loro problemi serve a costruire un’immagine più vicina a quella del cittadino comune. Ma tale banalizzazione ne indebolisce ancora di più lo statuto. Insomma, è un circolo vizioso in cui la politica perde la dimensione carismatica che aveva in origine. Senza dimenticare che l’utilizzazione del privato per distogliere l’attenzione dai veri problemi della società è sempre una operazione pericolosa che può sfuggire di mano in qualsiasi momento».

2 Risposte a “La politica, i volti e la vita privata”

  1. Roberto Bertoli Dice:

    Posso solo dirti che, quando vedo i Tabelloni elettorali, mi mettono una profonda tristezza.
    Non posso che dispiacermi del fatto che non sia obbligatorio, per Legge (dico), che uno che mostra il suo faccione sorridente non debba spiegare (anche solo con poche parole) il vero motivo della sua allegra, felice, ma non contagiosa (almeno per me) spensieratezza.
    Poi, l’altro giorno, mi sono trovato a pensare che se le Primarie avessero avuto un esito diverso, forse anche io, Gioia e le sue bambole (seduti sul divano) avremmo potuto suscitare le stesse contraddittorie sensazioni.
    Insomma, caro Lapo, cerco di essere sintetico (e di trattenere la disperazione): mi sembra davvero tutto tremendamente simile (in sedicesimo) alla faccenda delle “Veline”:
    - con 90 - 60 – 90 si poteva aspirare a Strasburgo;
    - basta avere un “viso aperto” per sospingere, sorridendo, un Candidato Sindaco senza simboli;
    - un sorriso a 36 denti basta (ed avanza) per proporsi nel Salone dei 200;
    - con una incipiente calvizie, portata con ottimismo, si può sempre ambire ad un Consiglio di Quartiere.
    Vien da ammirare chi ha sfidato i vecchi cultori del pennarello notturno che, un tempo, sarebbero stati pronti a trasformare la didascalia scelta da Donzelli (“L’altro volto della politica”) in quella più appropriata: “Il Lato B della politica”.
    O anche il Cellai, che chiede voti attirando la distratta attenzione di chi passa accanto ai Tabelloni, per il semplice fatto che ti guarda con sguardo serio e preoccupato.
    Scusami, a questo punto, se ritorno sul tema, ma ancor più sono convinto che non ci si possa permettere di tirare usciate e menar fendenti (come tu hai fatto) appropriandosi dei canoni propri della pubblicità negativa.
    Non si può farlo se dalla porta, poi, sta uscendo una persona intelligente, che si è mostrato –quando necessario- capace di fare sintesi.
    Non si può farlo (fammi fare in modo, usando un frasario desueto, che si capisca quanti sono tutti gli anni che ho) se si “milita” nello stesso “Partito”.
    Capisco, però che i Partiti sono partiti, e che nessuno milita più.
    Quanti dei volti che ora sorridono beatamente, apertamente e (spesso) incolpevolmente, continueranno a farlo dopo che solo…. qualche affezionato sarà tornato prima dal mare la prima domenica di Giugno?

    RB

  2. Adriano Palagi Dice:

    Ho trovato l’analisi di Gilles Lipovestky molto vera, disarmante e generatrice, almeno per me, di tristezza e sconforto.
    Il problema conseguente è:
    Come fare a reagire a una situazione di questo genere? Come combattere contro un montrum simile?
    Basterà l’opposizione di un programma valido, entusiasmante, realizzabile,vero da proporre e riproporre con capacità, caparbietà, insistenza e senza usare i mezzi di cui sopra?
    Ma poi un programma simile il PD ce l’ha davvero, e non solo per l’mmediato?
    Al Teatro Puccini mi si era accesa la speranza,vorrei continuare a sperare.
    Saluti.
    Adriano

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