Intervista a QN del 08.07.2013
di Antonella Coppari
Insomma, ci siamo infervorati troppo presto per le primavere arabe?
«Sì. Serve lucidità per accompagnare una transizione. Invece, prima abbiamo applaudito le piazze rivoluzionarie, poi i Fratelli musulmani che hanno vinto le elezioni, ora esultiamo per quelli che li hanno destituiti con un golpe. Popolare, salutato da fuochi d’artificio, ma comunque un colpo militare», dice Lapo Pistelli, vice ministro degli Esteri con delega per l’Africa. E aggiunge: «Gli uni avevano la legittimazione rivoluzionaria, gli altri quella elettorale, l’esercito quella storica di chi comanda da cinquant’anni. Oggi più che fare il tifo per l’uno o per altro, abbiamo il compito di aiutarli a riconciliarsi».
In che modo?
«Ai generali diciamo di rilasciare i leader arrestati. Perché sia riconciliazione tutti devono far parte del gioco democratico. Chi è al governo deve tendere una mano a chi è stato estromesso. Questi ultimi devono comprendere il proprio fallimento e collaborare, non chiamare in piazza i simpatizzanti. Altrimenti, c’è il rischio che si arrivi a un punto di non ritorno».
La rabbia potrebbe riversarsi anche nei Paesi vicini?
«Ci sono già segnali di nervosismo tra i partiti legati ai Fratelli musulmani, come Ennahda al governo in Tunisia. E inevitabile che tutti guardino all’Egitto, peso massimo del mondo arabo». Read the rest of this entry

