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Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana

Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana

Venerdì 29 Gennaio alle ore 21.00

presso la Sala della Compagnia, Via di Soffiano 3 (angolo via Pisana) a Firenze

assemblea pubblica

“Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana”

Partecipano:
Paolo Bambagioni, Giovanni Bettarini, Andrea Ceccarelli, Paolo Cocchi, Alberto Cristianini, Rosa Maria Di Giorgi, Maurizio Folli, Emiliano Fossi, Massimo Fratini, Simone Gheri, Eugenio Giani, Stefano Marmugi, Riccardo Nocentini, Lapo Pistelli

Sono stati invitati: Agostino Fragai, Simone Naldoni.

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Pensiero di Natale

Pensiero di Natale

"Ma come fa ad arrivare in tutte le case la stessa notte ?"Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, si diranno contenti che è stato un anno davvero formidabile.
Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, continueranno il conto alla rovescia su quanto manca per girare pagina.
Auguri a tutti gli altri, quelli senza aspettative speciali, che vedono girare il calendario della vita e se la prendono per come arriva.
Auguri a chi stasera si inventa una barba finta e un cappello rosso per recitare la parte di Babbo Natale e vedere degli occhi stupefatti fra i suoi bambini.
Auguri a chi invece ha dovuto guardare degli occhi pieni di lacrime che gli chiedevano, angosciati dal dubbio, se Babbo Natale esisteva oppure era lì davanti a lui.
Auguri ai troppi che il Natale lo passano incatenati ai cancelli di una fabbrica non potendo fare regali e avendo ricevuto il peggiore che si potesse immaginare.
Auguri a chi continua a ripeterci che intanto siamo già fuori dalla crisi.
Auguri a chi si è innamorato quest’anno e a quelli che hanno visto spezzarsi il loro sogno, magari portandone la responsabilità.
Auguri a chi aspetta un figlio e a chi lo ha appena avuto.
Auguri a chi è già in cucina a smarmittare, a chi mangerà per tre giorni di fila e poi il 27 andrà in palestra come un coccodrillo pentito a espiare i peccati di gola.
Auguri lontani a chi si è messo in marcia per migrare dall’inferno a un sogno lontano di vita nuova.
Auguri a quelli che mentre il mondo si ferma continuano a lavorare negli ospedali, nei posti di polizia, negli ingranaggi fondamentali di una società un po’ inceppata.
Auguri all’Europa, che diventi un po’ più adulta quest’anno e guardi fuori da sé.
Auguri a quelli che saranno capaci di liberarsi dal ricatto delle mutande rosse a San Silvestro, la penultima trovata dopo il neo-rito di Halloween del mercatismo trionfante.
Auguri a chi legge un bel libro e auguri doppi a quelli che sono capaci di scriverli.
Auguri alla politica, che ritrovi se stessa, che si rifiuti di essere solamente parte dell’intrattenimento e dello spettacolo, che si ricordi di essere innanzitutto comunità di persone che hanno un sogno comune del mondo che verrà e la voglia di realizzarlo.
Auguri al mio Pd, che possa essere almeno una parte decente del punto sopra.
Auguri a chi porta responsabilità, che si ricordi quel proverbio africano che dice “se vuoi andare veloce vai solo, se vuoi andare lontano vai assieme agli altri”.
Auguri a chi crede ancora che il centrosinistra abbia vinto a Firenze.
Auguri a Berlusconi, sì a Berlusconi, maschera del potere colpito proprio nella maschera, perché si ricordi ogni tanto che governare non è comandare e che chi governa non pensa solo ai suoi.
Auguri a quelli che ascoltano musica ma soprattutto i Radiohead e Peter Gabriel.
Auguri a chi deve fare una scelta importante.
Auguri a chi tiene ferma una scelta fatta, soprattutto se faticosa, e auguri a chi sa perdonare.
Auguri ai miei amici, quelli di ieri, quelli di oggi, quelli che ancora non conosco.
Auguri a chi lavora nei laboratori di ricerca per sconfiggere le malattie che ci opprimono e auguri a chi sa consolarci quando poi magari quelle robacce arrivano comunque.
Auguri ai donatori di speranza, non ai venditori di fumo.
Auguri a chi passerà questi giorni lontano da casa sua.
Auguri a chi è arrivato a leggermi fin qui. Anzi a tutti questi, un augurio doppio.

Il caso Firenze

Il caso Firenze

A seguito dei provvedimenti della magistratura fiorentina, il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Vecchio ha sollecitato il partito ad aprire una riflessione non reticente sul tema del rapporto fra etica e impegno politico, sui possibili conflitti di interesse che sorgono nell’amministrazione della cosa pubblica, in una parola sulla esistenza o meno di una “questione morale” interna al Pd fiorentino. In questi ultimi due giorni hanno preso la parola alcuni protagonisti della vita cittadina, il sindaco per annunciare un nuovo piano strutturale “trasparente e chiaro” e per isolare le mele marce, l’ex sindaco per ridimensionare la portata dell’indagine (“non vedo mani sulla città, ma alcuni casi isolati”), il presidente della provincia per sottolineare come “la filiera del controllo non avesse funzionato” ma anche per “evitare generalizzazioni e strumentalizzazioni”. Il direttore della cronaca fiorentina della Nazione, proprio stamani, ha invitato il Pd a non fare finta di nulla, a interrogarsi seriamente sulla vicenda e sulla stagione politica che l’ha prodotta.
Il tempo nel quale siamo chiamati a questa riflessione non è dei migliori se si pensa per un attimo alle storie e storiacce che arrivano dalla Campania, dalla Puglia e, ultima ma non ultima, dalla regione Lazio. Sono storie di debolezze e di mediocrità umane che hanno regalato al Presidente del Consiglio argomenti per depistare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle proprie più rilevanti questioni, hanno offerto alla falange dei suoi dichiaratori da tg occasioni per offrire solidarietà pelose agli esponenti del Pd coinvolti, hanno inflitto al popolo del centrosinistra motivazioni ulteriori per alimentare un carico già pesante di sfiducia, di rabbia, talvolta di rassegnazione.
Tuttavia, in assenza di sedi politiche proprie dove svolgere questa analisi e da sempre scettico sul fatto che i giornali siano la sede migliore dove scambiarsi opinioni, svolgo anche io in forma di riflessione aperta il tema lanciato da Bonifazi e ripreso dalla Nazione. E non è facile perché lo spunto nasce dai presunti comportamenti di persone che abbiamo conosciuto e stimato in tanti (e ai quali auguro ovviamente, prima per se stessi e poi per tutti noi, di poter spiegare o quantomeno ridurre il carico delle accuse) e poi perché il rischio di scivolare o nella difesa ad oltranza o nella comoda individuazione di un capro espiatorio può prendere la mano.
Se dovessi violentare la mia naturale inclinazione alla complessità e dovessi rispondere in modo secco alla domanda “c’è una questione morale nel Pd a Firenze ?”, la mia risposta è “no”. Read the rest of this entry