Lapo Pistelli

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Commento sulle primarie

Inviato da Lapo Pistelli il 9 gennaio 2009 - 19:35

pd_logoHo appreso con favore la notizia dell’interpretazione corretta da parte del Pd nazionale sul voto dell’assemblea cittadina di ieri. Confidavo che il risultato potesse essere questo: è il modo giusto per riprendere il dialogo con la città e con la coalizione. Spero sinceramente che sia finito il tempo delle polemiche e dei cavilli regolamentari. Lavoriamo ora tutti insieme per la Firenze di domani.

La presenza di Vannino Chiti al fianco del segretario cittadino Giacomo Billi nel ruolo di “garante per le primarie” è positiva per affrontare con serenità questa importante occasione di partecipazione democratica.

8 Risposte a “Commento sulle primarie”

  1. Franchino Dice:

    Se Cioni e consorti vogliono farsi la loro lista “civica” facciano pure: trova conferma quello che molti percepiscono da tempo, un comportamento da clan che ricorda tutto il peggio della politica da italietta allo sfascio. Roba da vergognarsi nel mondo civilizzato, dove i politici si dimettono per molto meno delle indagini giudiziarie che qui sembrano bazzecole.

    A volte è necessario un taglio netto, ecco è giunto il momento!

  2. Michele Dice:

    Questi mica tanto!!

    In data 8 gennaio 2009 il segretario cittadino del PD Fiorentino ha sottoposto al voto dell’assemblea una delibera avente il seguente oggetto:
    a) il passaggio dalle primarie di partito alle primarie di coalizione;
    b) l’approvazione del relativo programma di coalizione;
    c) l’approvazione delle modalità di accesso alla candidatura (anche secondo la modifica proposta dalla candidata Lastri che richiedeva il rispetto dell’art. 20 dello Statuto Nazionale nella sua interezza) e delle modalità di voto (decisione sul ballottaggio);
    d) l’approvazione (implicita) della modifica del termine (15 novembre) fissato dai regolamenti per compiere la scelta tra primarie di partito e primarie di coalizione.
    Esito della votazione: 99 favorevoli, 76 contrari e 4 astenuti.
    La delibera conseguentemente è:
    - respinta (e quindi inesistente) perché non è stata approvata nel rispetto del quorum statutario;
    Riteniamo che il quorum necessario all’approvazione della delibera fosse pari a 120 voti per le seguenti ragioni (ognuna, a nostro giudizio, decisiva):
    1) l’art. 18, comma 3 dello statuto nazionale espressamente richiede “il voto favorevole della maggioranza dei componenti dell’assemblea del PD del livello territoriale corrispondente”; infatti, il Segretario Cittadino ha richiesto, in data 18 dicembre 2008, ad un collegio di esperti una interpretazione autentica delle norme relative alle maggioranze necessarie per l’approvazione di una delibera volta a determinare il passaggio dalle primarie di partito a quelle di coalizione; il parere, unanimemente condiviso da tutti i membri del collegio, ha chiarito che il dettato dell’art. 18, comma 3 dello Statuto Nazionale del PD deve essere inteso nel senso che per l’approvazione di tale delibera è necessario il voto favorevole del 50% + 1 degli aventi diritto dell’Assemblea Comunale, ovvero 120 voti (su 239 aventi diritto al voto a Firenze).
    2) Il Segretario Cittadino ha condiviso tale interpretazione, tant’è che in occasione dell’Assemblea del 29 dicembre us, preso atto che non vi era neppure la presenza di almeno 120 membri e che quindi l’Assemblea non avrebbe potuto deliberare, ha provveduto a scioglierla.
    3 In coerenza con tale interpretazione la Presidente Elisabetta Meucci, all’esito del voto dell’8 gennaio 2009, prendendo atto delle risultanze della votazione, ha dichiarato che la mozione non era stata approvata.
    4) In coerenza con quanto affermato sopra si sottolinea che l’Onorevole Michele Ventura non ha ritenuto di chiedere la votazione su una proposta alternativa che da lui era stata presentata alla fine del dibattito in quanto riteneva che non vi erano le condizioni per il raggiungimento del quorum qualificato di 120 membri dell’assemblea.
    * * *
    I sottoscrittori del presente documento sentono forte la responsabilità politica di dare al PD fiorentino un candidato sindaco nel pieno rispetto delle regole;
    Accolgono con favore la nomina di Vannino Chiti a garante dello svolgimento delle primarie per la scelta del candidato a Sindaco di Firenze;
    Sottolineano quindi che tutti i partecipanti all’assemblea hanno lasciato la riunione convinti della non approvazione della proposta di primarie di coalizione e quindi della definitiva apertura delle primarie di partito da tenersi come concordato il 1 febbraio 2009.
    Sono, quindi, fortemente convinti del fatto che la votazione di ieri abbia sancito il NO alla proposta di primarie di coalizione e, quindi, la definitiva apertura della campagna elettorale per le primarie di partito.
    Ogni ulteriore polemica tesa a scardinare questa decisione, democraticamente assunta, comporterà ulteriore disordine, a rischio e danno del nostro partito.

    1. Lucia De Siervo
    2. Massimo Mattei
    3. Paolo Gonnelli
    4. Tea Albini
    5. Giacomo Bei
    6. Guido Ferradini
    7. Andrea Pugliese
    8. Alessio Gratelli
    9. Cristiano Calussi
    10. Enrico Bestini
    11. Susanna Agostini
    12. Stefania Palli
    13. Maurizio Sguanci
    14. Alessandra Fiorentini
    15. Chiara Belli
    16. Riccardo Nencini
    17. Dario Nardella
    18. Luca Talluri
    19. Mattei Giovanni
    20. Albini Barbara
    21. Patrizia Zavataro
    22. Quadrello Lucia
    23. Annalaura Abbamondi
    24. Ferrini Oriella
    25. Sbolci Pierluigi
    26. Scatragli Elena
    27. Pierluciano Mennonna
    28. Alessandro Morettini
    29. Stefano Bruzzesi
    30. Franco Sottani
    31. Angela Mesi
    32. Massimo Rossi
    33. Claudio Fantoni
    34. Samuele Mori
    35. Valdevies Carmela
    36. Federico Gianassi
    37. Giulio Caselli
    38. Andrea Bencini
    39. Nae Elisabeta
    40. Oreste Picchi
    41. Osvaldo Miraglia
    42. Gloria Innocenti
    43. Giovanna Malgari
    44. Luigi Masini
    45. Antonella Sensi
    46. Francesco Piccione
    47. Aleardo Putti
    48. Silvia Mariani
    49. Oriella Pieracci
    50. Walter Rossetti
    51. Valentina Borgogni
    52. Franci Francesco
    53. Francesca Nannelli
    54. Pierluigi Parrini
    55. Eleonora Ricci
    56. Elena Scatragli
    57. Valdemaro Nutini
    58. Morena Baldacci
    59. Marta Rapallini
    60. Rossella Cecchini
    61. Francesco Bonifazi

  3. democratico Dice:

    Questi sono la metà della metà…

  4. Stefano Dice:

    Un documento che è un esempio chiaro di come si riesca a stravolgere la realtà e a interpretare a proprio favore l’ininterpretabile pur di salvare la poltrona e i privilegi acquisiti in anni di controllo politico della città… Basta vedere le firme per capire che il nuovo anagrafico va a braccetto con il vecchio politico…
    c’è veriamente bisogno di aria nuova nel Palazzo e un bel Punto. E a capo. mi sembra l’ideale
    stefano

  5. Ettore Dice:

    Ci siamo rinchiusi in casa, convinti che il mondo ruoti intorno a noi. Lo spettacolo ‘politico’ (da retrobottega!) al quale stiamo assistendo (anche, ma non solo, a Firenze), dimostra che siamo nelle condizioni illustrate da Macaluso su La Stampa di stamani:«I partiti-coalizione Pdl e Pd sembra che si disarticolino.» «Infatti la disarticolazione che si manifesta nel Pd va assumendo sempre più i segni di una possibile rottura. E non mi riferisco alle separazioni minacciate al Nord o al Sud sul terreno politico o di potere, che pure sono un dato inquietante. Quel che va maturando è una separazione che ha come protagoniste forze che nel Pd considerano fallita l’unificazione tra Ds e Margherita e fallito il disegno di fare un partito a «vocazione maggioritaria».
    Abbiamo davanti giorni molto duri. Il tempo non ci aiuta. Speriamo che ci aiutino l’intelligenza ed il buonsenso.

  6. Massimo Mattei Dice:

    Mi verrebbe da riflettere sul fatto che adesso sono più di novanta firme e che meno della metà della metà non siamo, ma sarebbe un po’ polemico e in questo momento di tutto abbiamo bisogno fuorchè di nuove polemiche. Rifletto poi sull’espressione “basta vedere le firme per capire che il nuovo anagrafico va a braccetto con il vecchio politico” e facendo una rapida disamina mi viene da rispondere che su più di novanta firme soltanto una decina hanno avuto incarichi politici di rilievo, vedo difficile che ci sia qualcuno che voglia “salvare la poltrona e i privilegi acquisiti in anni di controllo politico della città“. Al limite c’è una volontà di sostituire ad una classe dirigente un’altra classe dirigente ma questo è un desiderio legittimo soprattutto se una nuova classe dirigente si propone con idee nuove. Continuo a ripetere – ma credo di essere ormai sempre più minoranza – che con questi atteggiamenti di poco rispetto per le idee dell’altro si va poco, ma poco, lontano.

  7. Cristina Giachi Dice:

    Vorrei dire a Stefano, visto che ho sottoscritto il famigerato documento, che non mi sento un nuovo anagrafico, almeno che con ciò non si volesse alludere al fatto che vi sono nomi, tra quelli dei firmatari, di persone non note alla vita politica locale (perché se alludeva all’età, ho quasi 40 anni, e tanto nuova non mi sento!), né mi sento aggregata a una dimensione di ‘vecchio politico’: tra quei – ormai più di 90 – firmatari ci sono un po’ tutte le categorie di democratici . Il PD è l’unico partito che io abbia mai avuto, e mi delude e sconcerta scoprire questo balletto attorno a regole di democrazia, per cambiarle, quando esse lasciano scoperti gli interessi di qualcuno. Il 29 dicembre ci volevano 120 voti, ero presente, ci hanno mandato a casa perché non c’era il quorum; l’8 gennaio si ripete la scena, c’è il quorum presente, ma non viene raggiunto in votazione; nei giorni successivi qualcuno fa le bizze e il quorum non è più necessario…ma insomma, come si fa a non riconoscere che un po’ di sconcerto è legittimo? Almeno parliamone.

  8. stefano Dice:

    Caro Mattei, penso che molte risposte le possiamo trovare in “Mettiamo i puntini sulle i” e quindi sia inutile sprecare ulteriori parole in sterili polemiche. Mi fa piacere cmq leggere nel suo intervento come si sia fatta finalmente strada l’idea che il Pd è uno e che tutti concorriamo, in fondo, per mantenere il centro-sinistra al governo di Firenze, nel rispetto delle idee di tutti. Un passo avanti per cui abbiamo sempre lavorato e che sembra aver infine germogliato nelle menti di tutti (senza riferimento diretto a lei, ma in senso lato e generale, naturalmente). Mi permetta solo un’ultima chiosa, senza polemica e solo per il bene del nostro amato Pd. Forse, sarebbe meglio dire che se uno perde le primarie s’impegnerà ad appoggiare il candidato sindaco del suo partito o della coalizione di cui fa parte, invece che ‘tornare a lavorare’. Una frase singolare che, se da un lato può far erroneamente intendere il disinteresse per le successive fasi elettorali e quindi per il futuro della coalizione, dall’altro lascia in testa il dubbio, sicuramente infondato, che sino ad ora si sia limitato a grattarsi i cosiddetti.

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