Un progetto per Firenze colta, solidale, internazionale anche nello sport
Inviato da Lapo Pistelli il 12 febbraio 2009 - 16:11
Riuscire a promuovere una nuova cultura dello sport è uno degli obiettivi che ho messo tra i punti del mio programma.
Lo sport deve essere un momento di crescita e un punto di riferimento per le giovani generazioni. Soprattutto i giovani possono offrire alla città nuove opportunità di cambiamento e di crescita. E’ da loro quindi, che dobbiamo cominciare. E’ con questo spirito che stamani, al Museo del Calcio, ho lanciato - assieme a Giancarlo Antognoni - il progetto “Firenze città leale”.
In una città che ha grandi ambizioni per perseguire obiettivi importanti non serve un supereroe, ma il contributo di tutti. E in questo, come per altri progetti, tutti devono fare la loro parte.
Serve un impegno condiviso delle istituzioni, della Fiorentina fiore all’occhiello della città, ma serve il coinvolgimento di tutte le società dilettantistiche giovanili, quelle che avviano il processo educativo dei ragazzi. E’ necessario arrivare a superare tutte le barriere che i provvedimenti imposti dal governo nazionale in materia di sicurezza hanno imposto e che certo non rispecchiano una cultura civile e sportiva che invece esiste in molti altri paesi europei.
La Fiorentina, con l’introduzione del “terzo tempo”, ha già iniziato un percorso di modello “fair play” che ha avuto apprezzamenti sia a livello nazionale che a livello Uefa e che oggi ha assunto carattere di esempio educativo soprattutto per bambini e adolescenti. L’esempio, arrivato dai grandi campioni, è elemento fondamentale per il processo imitativo che innesca.
Ma non basta come non basterà l’impegno a rendere possibile il sogno legato alla cittadella dello sport. Le istituzioni dovranno impegnarsi ad offrire strumenti, proporre iniziative volte all’ospitalità di squadre e tifosi ospiti, e promuovere nuove modalità di approccio all’accoglienza in tutte le discipline e a tutti i livelli. Anche e soprattutto perché lo sport, che apparentemente sul campo può dividere, in realtà è elemento straordinario di integrazione.
Avere la capacità di fare cultura dello sport e della solidarietà può contribuire a regalare a Firenze la dimensione internazionale che merita. Non basta uno stadio per diventare grandi. Non solo la Fiorentina, ma tutta la città deve lottare per andare in “Champions’ League”. Per Firenze e per i Fiorentini deve essere motivo di orgoglio diventare esempio di civiltà e di lealtà.
Ma ancora non basta. Nell’ambito di questo progetto, dovremo porre la nostra attenzione anche all’accoglienza sportiva del disabile o diversamente abile e alle iniziative che trovano nello sport un’occasione di incontro tra culture diverse.
Giancarlo Antognoni, “bandiera” della Fiorentina e persona di grandi qualità umane, ha voluto condividere con noi questo progetto. Chi, meglio di un grande sportivo come lui, poteva sostenere e rendersi disponibile a contribuire ad un progetto pensato nel nome della lealtà?
A seguire FIRENZE CITTA’ LEALE, PUNTO PER PUNTO.
- “Il coraggio di sperimentare un nuovo modo di vivere lo stadio”
Dobbiamo aver il coraggio di sperimentare assieme alla Acf Fiorentina nuove modalità di presenza e partecipazione allo stadio “Artemio Franchi” e, in prospettiva, nel nuovo impianto. Un cambio di rotta all’interno dello stadio, un clima nuovo tra tifoseria e soggetti preposti al controllo, una presenza costante e costruttiva delle istituzioni. Questo ci permetterà di abbattere le barriere che dividono gli spalti dal campo di gioco.
- “Accogliere sportivamente”
Il Comune di Firenze può ampliare gli strumenti e le iniziative per ospitare le squadre ospiti (atleti, tecnici, dirigenti) di tutte le discipline, offrendo loro, per esempio, la possibilità di una visita delle sedi istituzionali fiorentine. Anche per i sostenitori delle squadre ospiti, soprattutto in occasione di competizioni internazionali, si possono prevedere spazi di accoglienza.
- “Società sportive, aggregazione giovanile e funzione sociale”
Il tessuto sportivo di Firenze è uno dei più prolifici d’Italia: nell’area fiorentina ci sono 1800 società sportive, in media una ogni 550 abitanti, la densità più alta a livello nazionale. E’ chiaro che una tale quantità e varietà alimenta una buona presenza di squadre professionistiche, ma svolge anche una funzione sociale ed educativa. Pensiamo alle società sportive come grandi strumenti di politica sociale, luoghi di aggregazione e di formazione per i giovani. Incentiviamo l’aggregazione di polisportive e l’integrazione fra diverse realtà che si occupano della stessa disciplina in modo da poter competere ad alto livello. Una proposta un po’ rivoluzionaria, ma che mi vorrei fare alle società sportive, sarebbe quella di sanzionare i propri giocatori che si comportano slealmente in campo: questo sarebbe un buon modo di insegnare la lealtà, non la furbizia.
Se i fiorentini mi sceglieranno come sindaco vorrei accorpare la delega sullo sport a quella sul sociale, considerando lo sport un tassello necessario di quel tessuto connettivo di cui le città hanno bisogno.
- “Promuoviamo la qualità dello sport e dello stare insieme”
Si può istituire una sorta di certificato di garanzia, che il Comune di Firenze assegna alle società che, al di là dell’attività agonistica, si distinguono nel ruolo sociale, nella funzione educativa e aggregativa dei giovani. Il Comune di Firenze utilizzerà questo parametro nei criteri per elargire alle società i contributi economici. Mi piacerebbe, inoltre, estendere a tutte a tutte le realtà sportive presenti in città, il modello della squadra “Cattolica virtus” che ha inserito nella loro offerta, per i ragazzi, non solo lo sport ma anche il doposcuola.
- “Mescoliamoci, contro ogni forma di violenza”
Il “fair play” e la lealtà sono obiettivi da raggiungere negli stadi di serie A come nelle manifestazioni giovanili, dentro e fuori dal campo. I ragazzi sotto i 13 anni negli impianti sportivi comunali si possono mescolare nei due spogliatoi prima della partita.
Nel rugby il terzo tempo è una cosa naturale, fa parte di certi comportamenti acquisiti. Dovrebbe contagiare tutte le società sportive che operano sul territorio Comunale e che usufruiscono degli impianti sportivi comunali. Le squadre potrebbero entrare in campo con uno striscione che inneggi al fair play, prima della partita.
- “Formiamo dirigenti di alto livello”
Il Comune deve promuovere strumenti di promozione per favorire la formazione della classe dirigente delle società sportive. Ci impegneremo a promuovere l’attivazione di corsi di formazione per allenatori e dirigenti mirati alla prevenzione di comportamenti a rischio (doping e comportamenti antisportivi) e alla trasmissione dei valori fondanti dello sport.
- “Una Giornata dello Sport”
Istituire una Giornata dello Sport, da far collimare con la Giornata dello sport del Coni, come occasione di analisi, condivisione e verifica del progetto, basata su una stretta collaborazione tra istituzioni locali ed enti di promozione.







13 febbraio 2009 - 10:15 alle 10:15
Grande Giancarlo. Unico 10! E Grande Lapo! Insieme farete sicuramente bene