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La partita è finita

La partita è finita

abbraccioLa partita è finita. Ma non è di quelle che riservano a chi arriva secondo una medaglia d’argento.
Come in ogni sconfitta, brucia il risultato. Come in ogni bella battaglia, resta un immenso patrimonio di consensi, di speranze, di competenze, di passione civile che non va dispersa.
Il mio primo pensiero è per tutti coloro con i quali abbiamo condiviso questi mesi, chi fin dall’inizio, chi dopo, chi all’ultimo momento.
Si è trattato di un fantastico abbraccio, di qualcosa che ha restituito anima al Partito Democratico, all’impegno per la città e per la cosa pubblica.
Sono convinto che abbiamo detto le cose giuste su Firenze e per Firenze, che abbiamo ascoltato e studiato, che abbiamo suggerito un’analisi sulla nostra città ed una possibile terapia per i suoi mali, che abbiamo scelto per comunicare le nostre idee parole e modi coerenti con quell’analisi, che abbiamo alternato grandi e perfino spettacolari momenti programmatici con incontri sobri nelle case dei nostri cittadini che con tanta disponibilità ci hanno accolto.
Se tornassi indietro, rifarei probabilmente tutto ciò che ho fatto, non saprei fare altrimenti, e credo che stanotte, come molti di voi, non mi sono venute in mente alternative plausibili a ciò che assieme abbiamo costruito.
Renzi ha vinto in modo chiaro e diffuso in tutta la città, dalle zone moderate a quelle ad insediamento più tradizionalmente di sinistra. Ha scelto una linea esplicita di rottura con l’amministrazione uscente, con il partito nazionale e quello locale e quella linea ha pagato. Non è il momento di sottolineare, di quella linea, le incoerenze con i comportamenti passati o le troppe promesse sul futuro, che suonerebbero come alibi. Alle primarie non hanno votato eserciti di stranieri né di sedicenni (entrambe scommesse decisamente fallite), né decisivi rinforzi di centrodestra. E’ la pancia di un elettorato di centrosinistra che ha premiato la posizione più alternativa e castigato con tutta la durezza possibile chi, nel partito ma con uscite continue fino all’ultimo giorno anche da Palazzo Vecchio, si è affannato ripetutamente a ostacolare il percorso delle primarie o a lanciare anatemi sulla città e sui candidati. E’ un elettorato che – come mi ha detto un amico al seggio – pensa: “se va male, sarà al massimo come gli altri, ma intanto vediamo che fa”.
Al vincitore, ieri notte, ho raccomandato saggezza nei prossimi mesi. Dopo essersi smarcato da tutto e da tutti, viene il momento di dover dimostrare che oltre a vincere una battaglia elettorale si è anche capaci di guidare. Confermo la mia lealtà alla causa del centrosinistra assieme alla consapevolezza che tocca oggi al vincitore dare prova di sé.
Ci sarà invece tempo e modo per capire l’autentica operazione kamikaze dell’ultimo candidato, buona per uno scontato quarto posto, buona per disamorare una parte dell’elettorato che sopravvalutandone il peso ha preferito stare a casa convinta che il gioco veniva così alterato, buona per dare un’ultima spinta a quelli che già avevano la voglia di sbaraccare il campo.
Avevo detto nell’ottobre scorso che c’era molto da fare. Confermo cinque mesi dopo che c’è molto da fare sia a Firenze che nel nostro partito per le scadenze che verranno.
Vi ringrazio dal profondo del cuore di tutto ciò che avete fatto, dei messaggi arrivati via mail, su facebook, via sms, in queste ore.
Per ripartire, vi do appuntamento alla Sala della Compagnia, in Via di Soffiano, lunedi 23 febbraio alle 21.00. Per ora vi abbraccio.
Lapo