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L’anno di facebook

L’anno di facebook

Facebook vale 50 miliardi di dollari secondo le notizie di oggi e il suo fondatore è stato preferito da Time, come “uomo dell’anno”, a Julian Assange, poichè mentre il primo ha lavorato per unire le persone immaginando che il mondo è un luogo pieno di opportunità, il secondo ha invece pensato
che il mondo è un luogo zozzo e pieno di segreti da rivelare.

Sintesi a parte, oggi – in omaggio alla tecnologia – voglio mettere sul blog questa storia digitale del Natale che mi ha inviato il mio amico Didier.
Bravo, bravo, bravo, a chi l’ha pensata e realizzata.

 

Pensiero di Natale

Pensiero di Natale

"Ma come fa ad arrivare in tutte le case la stessa notte ?"Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, si diranno contenti che è stato un anno davvero formidabile.
Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, continueranno il conto alla rovescia su quanto manca per girare pagina.
Auguri a tutti gli altri, quelli senza aspettative speciali, che vedono girare il calendario della vita e se la prendono per come arriva.
Auguri a chi stasera si inventa una barba finta e un cappello rosso per recitare la parte di Babbo Natale e vedere degli occhi stupefatti fra i suoi bambini.
Auguri a chi invece ha dovuto guardare degli occhi pieni di lacrime che gli chiedevano, angosciati dal dubbio, se Babbo Natale esisteva oppure era lì davanti a lui.
Auguri ai troppi che il Natale lo passano incatenati ai cancelli di una fabbrica non potendo fare regali e avendo ricevuto il peggiore che si potesse immaginare.
Auguri a chi continua a ripeterci che intanto siamo già fuori dalla crisi.
Auguri a chi si è innamorato quest’anno e a quelli che hanno visto spezzarsi il loro sogno, magari portandone la responsabilità.
Auguri a chi aspetta un figlio e a chi lo ha appena avuto.
Auguri a chi è già in cucina a smarmittare, a chi mangerà per tre giorni di fila e poi il 27 andrà in palestra come un coccodrillo pentito a espiare i peccati di gola.
Auguri lontani a chi si è messo in marcia per migrare dall’inferno a un sogno lontano di vita nuova.
Auguri a quelli che mentre il mondo si ferma continuano a lavorare negli ospedali, nei posti di polizia, negli ingranaggi fondamentali di una società un po’ inceppata.
Auguri all’Europa, che diventi un po’ più adulta quest’anno e guardi fuori da sé.
Auguri a quelli che saranno capaci di liberarsi dal ricatto delle mutande rosse a San Silvestro, la penultima trovata dopo il neo-rito di Halloween del mercatismo trionfante.
Auguri a chi legge un bel libro e auguri doppi a quelli che sono capaci di scriverli.
Auguri alla politica, che ritrovi se stessa, che si rifiuti di essere solamente parte dell’intrattenimento e dello spettacolo, che si ricordi di essere innanzitutto comunità di persone che hanno un sogno comune del mondo che verrà e la voglia di realizzarlo.
Auguri al mio Pd, che possa essere almeno una parte decente del punto sopra.
Auguri a chi porta responsabilità, che si ricordi quel proverbio africano che dice “se vuoi andare veloce vai solo, se vuoi andare lontano vai assieme agli altri”.
Auguri a chi crede ancora che il centrosinistra abbia vinto a Firenze.
Auguri a Berlusconi, sì a Berlusconi, maschera del potere colpito proprio nella maschera, perché si ricordi ogni tanto che governare non è comandare e che chi governa non pensa solo ai suoi.
Auguri a quelli che ascoltano musica ma soprattutto i Radiohead e Peter Gabriel.
Auguri a chi deve fare una scelta importante.
Auguri a chi tiene ferma una scelta fatta, soprattutto se faticosa, e auguri a chi sa perdonare.
Auguri ai miei amici, quelli di ieri, quelli di oggi, quelli che ancora non conosco.
Auguri a chi lavora nei laboratori di ricerca per sconfiggere le malattie che ci opprimono e auguri a chi sa consolarci quando poi magari quelle robacce arrivano comunque.
Auguri ai donatori di speranza, non ai venditori di fumo.
Auguri a chi passerà questi giorni lontano da casa sua.
Auguri a chi è arrivato a leggermi fin qui. Anzi a tutti questi, un augurio doppio.

Punto e a capo. Ci tuffiamo nel 2009!

Punto e a capo. Ci tuffiamo nel 2009!

lapo01Ci lasciamo alle spalle un anno che non si può certo definire memorabile: sarà il fatto che era bisestile, sarà la crisi economica, sarà l’influenza australiana… Ho visto che su Facebook hanno addirittura creato un gruppo che condivide la voglia di mandare a quel paese il 2008.

Ci tuffiamo allora volentieri nel 2009, che non sarà certo un anno qualunque. Voltiamo pagina, facciamo punto e a capo. Non si tratta dei soliti buoni propositi per l’anno che verrà. Noi fiorentini abbiamo l’occasione per determinare il nostro futuro. Un ciclo si chiude e se ne apre uno nuovo, a cominciare dalla scelta del candidato sindaco con un metodo democratico, aperto e trasparente come le primarie.

Si vota il 1° febbraio e quindi gennaio sarà un mese intenso, di campagna elettorale, di nuovi incontri tra i cittadini, di ascolto ma soprattutto di proposta. Ci vedremo domenica 11 gennaio al Saschall per un evento che si chiama Firenze cambia musica! Punto (clicca qui per saperne di più), con tantissimi giovani, con gruppi musicali già affermati come i fiorentini “Train de vie” e “Le luci della centrale elettrica” e con tante band emergenti. Poi, mi raccomando, segnatevi in agenda la data di venerdì 16 gennaio (ore 21) e cominciate a spargere la voce: faremo insieme un bel “punto e a capo”.

Mi auguro di incontrare ciascuno di voi nei prossimi giorni per le strade di Firenze, per discutere, per confrontare le idee, per vivere insieme l’entusiasmo di mettersi in gioco per la propria città.

L’ho detto tante volte e lo ripeto a maggior ragione oggi: sono nato e cresciuto a Firenze, negli ultimi anni sono stato lontano dalla mia città per incarichi internazionali e oggi vorrei provare a restituire qui le cose buone che ho imparato altrove e vorrei cercare di stimolare Firenze e i fiorentini a mantenere fierezza e qualità nello scenario mondiale, e a mettere tutto l’impegno, l’esperienza e le migliori energie per avere una città facile, ordinata, creativa e anche un po’ più sorridente.

Punto e a capo!

Lapo