….mentre incrocio le dita, rispettoso del silenzio elettorale, vi invito a qualche ultima telefonata a vecchi amici ambrosiani e partenopei…… e allego la seconda parte del documento cileno.
9. Se sei un latino-americano, smetti di pretendere che la ricchezza di materie prime durerà per sempre
Per decenni i latino americani hanno pensato che le risorse naturali fossero un pedaggio. Le biblioteche erano piene di trattati che argomentavano come la dipendenza del continente da poche risorse primarie avrebbero condannato il condannato alla povertà e al sottosviluppo. Oggi, dopo un decennio di boom dei prezzi di quelle risorse, molti di quei volumi potrebbero finire nella pattumiera della storia.
L’abbondanza di risorse naturali può divenire una risorsa potente per la crescita e la prosperità. Paesi come il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Norvegia lo hanno dimostrato varie volte. Ma non c’è nulla di spontaneo nella prosperità guidata dalle risorse naturali. Essa richiede un pensiero robusto e politiche prudenti.
Politici di tutti i tipi vi inviteranno a spendere le risorse derivanti da questo boom. Resistete alla loro pressione. Se ti ci butti, non solo rischi di gettare via ricchezza ma anche di surriscaldare l’economia, basta guardare la situazione di alcuni paesi latinoamericani oggi.
E non dimenticare che i prezzi delle risorse possono calare e le risorse esauribili possono finire. Inizia oggi a prepararti per quel giorno. Risparmia una parte della rendita di oggi. E investi il resto in una politica industriale 2.0, promuovendo i settori che hanno un legame con quelle materie prime. I critici diranno che vuoi scegliere solo i vincenti. Non importa. La Natura (o Dio se sei credente) ha già scelto i vincenti al posto tuo.
10. Attua una politica dura della competizione per tenere lontane le imprese da cattive condotte
Il business privato innova e crea prosperità non perché è gentile e generoso. Funziona così perché sente il fiato dei competitori dietro il collo, che cercano di rubargli clienti. L’innovazione richiede competizione e c’è troppa poca competizione in molti mercati attuali.
Far funzionare i mercati per la gente comune e non per pochi privilegiati richiede una politica della competizione con i denti – con multe grandi abbastanza per fungere da deterrente e sanzioni penali vere per i trasgressori peggiori. I progressisti moderni possono essere pro-mercato senza essere pro-business.
11. Riforma lo stipendio dei manager, la via giusta
Gli stipendi dei supermanager possono provocare indignazione popolare e moralismo facile. E’ perciò che i compensi sono un bersaglio facile, forse anche troppo facile.
Il problema non riguarda solo la quantità di soldi di cui si parla. Dopo tutto, nessuno si lamenta se calciatori o stelle del cinema straguadagnano. L’indignazione nasce dal confronto fra quanti soldi hanno ricevuto quei supermanager finanziari e quanti guai hanno provocato. Messa in modo diverso, il problema nasce perché lo stipendio dei banchieri prevedeva enormi incentivi economici ad assumersi grandi rischi, troppi rischi, che poi venivano ripagati dai contribuenti comuni.
Così, una riforma può essere centrata non tanto sull’ammontare in sé ma sugli incentivi negativi, cioè sulle sanzioni. In fondo, i bonus devono prevedere una clausola di ritorno: se un investimento che si riteneva brillante si rivela in realtà amaro, allora il finanziere avrà dimostrato di non avere valore aggiunto e perciò dovrà restituire quei bonus.
12. Riforma lo Stato, né la destra né la vecchia sinistra lo faranno mai
Per i progressisti, la politica democratica serve a costruire una società migliore e lo Stato è lo strumento chiave per questo compito. Ma lo Stato non gode di ottima forma. Super-affollamento, inefficienza e rigidità colpiscono gli Stati ovunque. Troppo spesso i servizi pubblici non sono ciò che i cittadini si attendono. Ma la soluzione non è l’omnicomprensivo taglia-fino-all’osso che la destra propone. Per riformare lo Stato, devi innanzitutto credere nello Stato. Abbiamo bisogno al tempo stesso di uno Stato più forte e più agile. Non conta la dimensione ma la dinamicità.
Il problema è che riformare lo Stato è politicamente difficile. Gli uscenti che hanno fatto le cose in un modo per dieci anni fanno fatica a fare le cose in modo diverso oggi. I sindacati del pubblico impiego sono scettici quando non ostili. Come risultato, i politici della destra e della vecchia sinistra tendono a cambiare poco, a farlo lentamente, a focalizzarsi sulla cosmesi invece che sulla sostanze.
I progressisti possono fare meglio. Non c’è niente di più progressista che erogare servizi pubblici di qualità. Non c’è niente di più avanzato che reinventare il governo. Quando lo fai, sarai criticato dalla destra e dalla vecchia sinistra. Non importa. È un segno che ti stai muovendo nella giusta direzione.
13.Cerca di conoscere i tuoi elettori, se non lo fai, qualcun altro lo farà
All’inizio del 19° secolo, la sinistra rappresentava i non privilegiati nella lotta contro i privilegiati. Gli uomini e le donne di sinistra erano quelli che soffrivano innanzitutto nel corpo la povertà e l’oppressione.
Le cose sono totalmente differenti nel 21° secolo. Nel mondo ricco, i bisogni materiali che motivavano il voto di classe sono cambiati. Nel mondo emergente, le preoccupazioni materiali e post-materiali si sovrappongono in forme sempre nuove e sorprendenti.
Il voto etico cresce ovunque. Nuove cause – ambiente, uguaglianza di genere, trasparenza e verificabilità del potere – sono oggi vicine al nucleo centrale dell’agenda del centrosinistra. Oggi i progressisti devono guidare a partire dal loro esempio. La ragione di Stato è stata rimpiazzata dal buon senso civico.
Cerca di conoscere i tuoi elettori. Comprendi che per loro le buone politiche non sono abbastanza se non sono trasparentemente applicate. Aumentare la spesa sociale non è abbastanza se chi aumenta la spesa sociale e ne prende il merito sono sempre gli stessi, e sono invariabilmente politici uomini. Far crescere l’economia non è abbastanza se avviene a spese dell’ambiente. Oggi gli elettori vogliono buon governo da politici che sono pagati bene. Se non fai questo, i tuoi elettori andranno a scegliere altrove.
14. Il populismo è cambiato, oggi è ancora più populista
Il populismo è un vecchio nemico dei progressisti. Ma l’avversario sta cambiando. Quando i populisti erano la caricatura di se stessi, si avventuravano in promesse folli con linguaggio colorito dal proverbiale balcone, era semplice metterli sotto. I populisti di oggi sono più sottili e sofisticati, e perciò più insidiosi.
Il vecchio populismo è stato rimpiazzato dal populismo del sondaggio. Nessun politico può ignorare le indagini di opinione. Ma una cosa è guardare quei dati, altro è governare col populometro. I progressisti costruiscono capitale politico per investirlo in riforme difficili; i populisti accumulano capitale politico per guadagnare altro capitale politico che deve essere usato per rendere sicuro il governo loro e dei loro amici.
Il nuovo populismo è prono alla demagogia come quello di una volta. Non tenta trasformazioni strutturali, si appoggia sulle elemosine piuttosto che sulle riforme sociali, è non è affatto timido se si tratta di manipolare le paure degli elettori. I progressisti devono dire con chiarezza: il progresso arriva gradualmente e richiede il sacrificio di tutti. Non vi preoccupate sulle conseguenze di queste parole. Gli elettori sanno comprendere la verità. Sono cresciuti. E apprezzano essere trattati come tali.
15. Attenti ai conservatori, sia a destra che a sinistra
I conservatori pensano che le cose vadano bene come sono e che dovrebbero rimanere così. I progressisti, al contrario, pensano che le cose possono e debbono andare meglio. I progressisti combattono per i diritti civili, perché senza libertà non ci può essere progresso. I progressisti combattono per l’uguaglianza di opportunità poiché senza cibo, alloggio ed istruzione la libertà può essere un’illusione.
Ma se la maggior parte dei conservatori sta a destra, ci sono anche molti conservatori a sinistra. Cosa questi due hanno in comune è il paternalismo, la convinzione che loro soltanto sanno ciò che è buono per i cittadini. I paternalisti moderni vogliono dire ai cittadini cosa leggere, mangiare, bere e con chi condividere il letto.
Il 21° è il secolo dei cittadini auto consapevoli. L’ultima cosa che vogliono sentirsi dire è cosa fare. Se i socialdemocratici cadranno nella tentazione conservatrice del paternalismo, i cittadini si prenderanno la rivincita nelle urne.






