Riuscire a promuovere una nuova cultura dello sport è uno degli obiettivi che ho messo tra i punti del mio programma.
Lo sport deve essere un momento di crescita e un punto di riferimento per le giovani generazioni. Soprattutto i giovani possono offrire alla città nuove opportunità di cambiamento e di crescita. E’ da loro quindi, che dobbiamo cominciare. E’ con questo spirito che stamani, al Museo del Calcio, ho lanciato – assieme a Giancarlo Antognoni – il progetto “Firenze città leale”.
In una città che ha grandi ambizioni per perseguire obiettivi importanti non serve un supereroe, ma il contributo di tutti. E in questo, come per altri progetti, tutti devono fare la loro parte.
Serve un impegno condiviso delle istituzioni, della Fiorentina fiore all’occhiello della città, ma serve il coinvolgimento di tutte le società dilettantistiche giovanili, quelle che avviano il processo educativo dei ragazzi. E’ necessario arrivare a superare tutte le barriere che i provvedimenti imposti dal governo nazionale in materia di sicurezza hanno imposto e che certo non rispecchiano una cultura civile e sportiva che invece esiste in molti altri paesi europei.
La Fiorentina, con l’introduzione del “terzo tempo”, ha già iniziato un percorso di modello “fair play” che ha avuto apprezzamenti sia a livello nazionale che a livello Uefa e che oggi ha assunto carattere di esempio educativo soprattutto per bambini e adolescenti. L’esempio, arrivato dai grandi campioni, è elemento fondamentale per il processo imitativo che innesca.
Ma non basta come non basterà l’impegno a rendere possibile il sogno legato alla cittadella dello sport. Le istituzioni dovranno impegnarsi ad offrire strumenti, proporre iniziative volte all’ospitalità di squadre e tifosi ospiti, e promuovere nuove modalità di approccio all’accoglienza in tutte le discipline e a tutti i livelli. Anche e soprattutto perché lo sport, che apparentemente sul campo può dividere, in realtà è elemento straordinario di integrazione.
Avere la capacità di fare cultura dello sport e della solidarietà può contribuire a regalare a Firenze la dimensione internazionale che merita. Non basta uno stadio per diventare grandi. Non solo la Fiorentina, ma tutta la città deve lottare per andare in “Champions’ League”. Per Firenze e per i Fiorentini deve essere motivo di orgoglio diventare esempio di civiltà e di lealtà.
Ma ancora non basta. Nell’ambito di questo progetto, dovremo porre la nostra attenzione anche all’accoglienza sportiva del disabile o diversamente abile e alle iniziative che trovano nello sport un’occasione di incontro tra culture diverse.
Giancarlo Antognoni, “bandiera” della Fiorentina e persona di grandi qualità umane, ha voluto condividere con noi questo progetto. Chi, meglio di un grande sportivo come lui, poteva sostenere e rendersi disponibile a contribuire ad un progetto pensato nel nome della lealtà?
A seguire FIRENZE CITTA’ LEALE, PUNTO PER PUNTO. Prosegui la lettura »
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