Lapo Pistelli

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Archivio per 'Firenze'

“Meno faccioni, più popolo”

Inviato da Lapo Pistelli il 18 febbraio 2010

Né intercettazioni, né protezione civile, né visite guidate per imprenditori a Palazzo Chigi: non sono ancora pronto per parlarne e poi credo che la pubblicazione a puntate delle intercettazioni – prassi che disapprovo completamente e che mi pare drammaticamente simile alla vecchia DDR ben raffigurata dal film Le vite degli altri – ci riservi ancora nuovi colpi di scena.


Un puro intrattenimento, oggi, dedicato alla campagna elettorale per le Regionali vista da qui, da Roma, dove la battaglia per il Consiglio infuria sui muri e sulle fiancate decorate dei mezzi pubblici.
E’ incredibile come noi politici spesso non ci rendiamo conto di quanto siano ridicoli gli slogan che ci scegliamo per le campagne elettorali. Quanto cioè l’accostamento di parole, magari belle in sé, non dica assolutamente niente di noi e delle nostre idee politiche, salvo a chi già ci conosce e ci vota e, dunque, non abbisogna dei manifesti con i quali impacchettiamo le città.
Inizio con un apprezzamento. Dopo una ridicola sbornia americaneggiante che ha trasformato i nostri presidenti di regione in “governatori” come se il Molise fosse il Vermont e la Lombardia la California, i comunicatori sono atterrati in Italia e si sono ricordati che si vota per un Presidente.
Due donne qui in Lazio. Emma Bonino è conosciuta, non ha slogan, sorride e si limita a dire “ti puoi fidare”: è un usato sicuro, ha lavorato benissimo in Europa, non ha mai nascosto le proprie idee nemmeno sui temi più scomodi. Nell’elemento della fiducia, che riecheggia il veltronian-jovanottiano “mi fido di te” c’è l’idea semplice che non ti tira pacchi e non ti racconta una cosa per l’altra. Puoi condividere o no ma quella è e quella resta. Voto 7
Renata Polverini
ha iniziato pessimamente con i dati taroccati sulle iscrizioni al suo sindacato che non l’hanno fatta accogliere nell’associazione del sindacato europeo e con il trucchetto – beccato in flagranza da due blogger radicali – dei finti commenti entusiastici al suo sito e blog inseriti dal suo staff quando ancora il sito era offline. Altro che “ti puoi fidare”…questa ti frega a partire dal sito elettorale. La campagna è tanta, tantissima, ovunque. Un avverbio che marchia tutti i temi e a sua volta ne presidia uno senza evocarlo direttamente, sicuramente (cioè sicurezza), poi il pantheon del politically correct: famiglia, imprese, sanità. Lo slogan centrale “con te”. Sbadiglio, senso di deja vu. Voto 5.
Quattro spigolature sui manifesti per il Consiglio Regionale, rigorosamente senza nomi.
X Y: “un impegno che merita conferma”, volto sorridente, età giovane. Fa capire che è un uscente e spera che gli elettori si ricordino di lui. Onesto e misurato. Voto: 6
Y Z: “un nome, una storia, un futuro”,
giovane donna, occhiali pensosi. Ho sorriso ricordando l’imitazione che Fiorello faceva a Viva Radiodue di Gianni Minà e del suo modo enfatico di presentare i propri ospiti…”un uomo, un mito, la sua storia”. Ma il vecchio Gianni parlava di Fidel Castro ! Mi chiedo: perché questo nome non mi dice nulla ? ma che storia avrà mai alle spalle ? e soprattutto, perché questa storia dovrebbe essere in sé garanzia di futuro ? Pretenzioso. Voto: 4
W X: “la novità dell’esperienza”.
Idee confuse, accostamento per ossimori, una cattiva digestione o un raffinato calembour ? Mi piace pensare che il candidato abbia voluto scherzare sull’ansia di rinnovamento che ubriaca la politica sottolineando il suo antico mestieraccio di politico. Ma la foto del manifesto, lombrosianamente, non tradisce tanta raffinatezza. Voto: 5
Y T: “parla con me”.
Confesso che ci ho provato e ho chiamato i due numeri indicati per vedere se il candidato mi svelava qualche arcano che non poteva scrivere sui manifesti. Ad uno c’era una segreteria telefonica malfatta, all’altro mi ha risposto una ragazza che mi ha chiesto l’indirizzo per mandarmi i tagliandini per le preferenze ! Ma chi li consiglia questi candidati ? E poi scimmiottare il titolo di un format tv ! Prima o poi ci toccherà il candidato “Ballarò” o forse un più adeguato “Porta a porta”. Pensavo di essere stato troppo cattivo, poi ieri ho letto che questo candidato dal volto vissuto e nazionalpopolare chiedeva scusa alla comunità ebraica e ad altri perché, originario di Pomezia, gloriosa città fondata dal fascismo dopo la bonifica delle paludi, aveva distribuito calendari con l’effigie del Duce e con la simpatica dizione “2010, 88°anno dell’era fascista”. Scarso in politica, pessimo in storia, orrendo nel gusto. Voto: 2


Chiudo con due manifesti straordinari.
Manifesto gigante dell’UDC: “appoggiamo solo i migliori”. Traduzione: ovvero sosteniamo chi vince ad alleanze variabili. Mirabile professionismo da prima repubblica. Voto: 8
Una sedicente lista/organizzazione che si chiama “Il popolo della vita” liquida infine la contesa elettorale in modo lapidario: “meno faccioni, più popolo”. Genuino e graffiante. Voto: 8
                                                                                                                  (1.continua….forse)

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Le belle ragazze albanesi

Inviato da Lapo Pistelli il 17 febbraio 2010

Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni soloper chi porta belle ragazze”.

“Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”

Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.

Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

* Elvira Dones, scrittrice-giornalista.
Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all?Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Attualmente risiede negli Stati Uniti, dove alla narrativa alterna il lavoro di giornalista e sceneggiatrice.

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Lo sciopero della fame di Francesco Zanardi

Inviato da Lapo Pistelli il 31 gennaio 2010

Un amico mi ha scritto questa lettera che mi ha molto colpito. Ometto poche righe personali e la riporto integralmente perchè è spesso difficile per chi è eterosessuale entrare pienamente nella sensibilità di chi si batte per una diversa sessualità e di un conseguente diverso godimento di diritti che vengono in questo caso preclusi. Il dibattito è aperto.

Caro Lapo,
eccoti il link con tutte le informazioni necessarie per il caso di Francesco Zanardi.
L‘Italia è in fondo alla classifica dei paesi dell‘UE, vediamo se i politici italiani contribuiranno a portarla ancora più in basso con la loro indifferenza e il senso profondo del compromesso. Anche il Portogallo ha approvato una legge sui matrimoni gay. Ah, dimenticavo città del Messico che ha approvato addirittura l‘adozione.
Dovrò proporre a qualcuno l‘introduzione di una nuova scala di misura che accanto alle misure classiche macroeconomiche per determinare il grado di evoluzione e di prosperità di un paese come il GNI si basino anche su altri criteri di natura sociale.
Alcuni punti fondamentali per chiarirti le idee:
1. Le questioni LGBT poggiano sui diritti dell‘uomo: la differenza nel modo di esprimere la propria sessualità non deve interferire sul fatto che il diritto all‘amore è un fatto umano fondamentale che non conosce differenze perché il cuore umano non ha sesso.
2. Se lo Stato protegge questo diritto nel caso di coppie eterosessuali, non estendere questa tutela alle coppie LGTB significa discriminarle sulla base della loro diversità sessuale.
3. Questa è una violazione dei diritti dell‘uomo in uno dei paesi fondatori della UE e come tale va combattuta senza esitazioni.
Adesso una chiara posizione nei confronti delle critiche velate che XY mi ha fatto a proposito della mia distanza dalla Chiesa cattolica e il suo suggerimento di conoscere i preti che hanno celebrato il tuo ed il suo matrimonio che a quanto pare hanno vedute diverse.
Io non ho più problemi con la Chiesa cattolica di quanti non ne abbia con la comunità musulmana o con le comunità ortodosse ebraiche. Le religioni del mondo sono sistemi di valori e i valori vanno sempre protetti perché danno agli uomini la ragione per continuare a vivere insieme e a costruire un mondo migliore.
Ma malgrado tutte le diversità nessun valore può compromettere o mettere in discussione i diritti dell‘uomo. E i diritti dell‘uomo sono uno degli elementi di cui la vecchia Europa può essere orgogliosa.
Dunque se conosci davvero dei preti coraggiosi, ma coraggiosi davvero come quelli che durante il Fascismo persero la vita, allora portali con te quando vai a trovare Francesco. Che dimostrino con la loro presenza che anche per loro i diritti dell‘uomo sono più importanti delle politica del Vaticano. E che abbiano il coraggio di rischiare, di beccarsi le critiche più spietate dalla curia. Se non lo faranno che continuino a celebrare i matrimoni di chi vogliono, io non ho bisogno di conoscerli, grazie mille!
Alla fine, caro Lapo, perfino gli americani sono riusciti ad eleggere un presidente di colore. La Chiesa romana cattolica, apostolica non è riuscita ad eleggere dopo secoli di esistenza un solo papa di colore. Che bellissimo esempio!
Francesco sta rischiando la vita per difendere il diritto di amare il proprio ragazzo come ogni altro, per il diritto di avere una famiglia normale. Normale, perché è l‘amore che è normale. Un amore riconosciuto socialmente. La sessualità è un symbebekós (come direbbe Aristotele), come il fatto di avere i capelli ricci, biondi o rossi.
Pensa te, Lapo, un gay che lotta per il diritto alla famiglia in un paese come l‘Italia dove il primo ministro organizza orgie con minorenni. Ma ti rendi conto?
Mi dispiace essere così duro, ma sono rimasto molto deluso del fatto che tu fossi sulla lista degli assenti durante la votazione alla Camera. (si riferisce ad una discussione di qualche mese fa che termino con il rinvio dell’esame su un pdl in materia)
(…) In un paese evoluto e con un profondo senso dei diritti dell‘uomo questo non è necessario. Ho partecipato un sacco di volte all‘organizzazione del carro del partito dei Verdi al gay pride di Berlino. I miei colleghi della CDU, della SPD e della FDP hanno fatto lo stesso con i carri dei loro partiti.
(…) Francesco non mangia dal primo di gennaio.
Il treno da Roma a Firenze ci mette 90 minuti. Hai tempo fino a domenica.

Savona venerdì 29 gennaio 2010
Sono giunto al 27° giorno di sciopero della fame, le varie denunce alle istituzioni italiane non sono servite a nulla, il governo è latitante, malgrado le molteplici denunce fatte a tutte le istituzioni.
Manuel e Francesco non si arrendono, questa lotta e la speranza che milioni di italiani ripongono in noi non ci permette moralmente di deluderli, lo ha già fatto il nostro governo, io e Manuel non ci sentiamo di tradire la fiducia degli italiani ai quali siamo riusciti a dare una speranza.
Questo comunicato vi arriva con 24 ore di anticipo, questa notte ci metteremo in viaggio alle 04,00 per recarci a Firenze, al congresso di Certi Diritti, di cui cito il programma in seguito. Per noi è uno sforzo enorme, valutando le condizioni di salute nelle quali sono, calcolando che da un mese non lavoro.
Accenderemo li il giorno 30 alle 15,00 la torcia dei diritti, saranno presenti i rappresentanti delle principali associazioni italiane, deputati Europei ecc.
L’intero congresso sarà trasmesso in diretta TV sul canale che da 27 giorni sta trasmettendo in tutto il globo, il nostro sciopero della fame. www.gayitaliani.eu o www.glbt-tv.it

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Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana

Inviato da Lapo Pistelli il 26 gennaio 2010

Venerdì 29 Gennaio alle ore 21.00

presso la Sala della Compagnia, Via di Soffiano 3 (angolo via Pisana) a Firenze

assemblea pubblica

“Rilanciare il progetto del Partito Democratico, governare la Toscana”

Partecipano:
Paolo Bambagioni, Giovanni Bettarini, Andrea Ceccarelli, Paolo Cocchi, Alberto Cristianini, Rosa Maria Di Giorgi, Maurizio Folli, Emiliano Fossi, Massimo Fratini, Simone Gheri, Eugenio Giani, Stefano Marmugi, Riccardo Nocentini, Lapo Pistelli

Sono stati invitati: Agostino Fragai, Simone Naldoni.

Indicazioni stradali

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