Lapo Pistelli

Il blog.

Archivio per dicembre, 2009

Pensiero di Natale

Inviato da Lapo Pistelli il 24 dicembre 2009

"Ma come fa ad arrivare in tutte le case la stessa notte ?"Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, si diranno contenti che è stato un anno davvero formidabile.
Auguri a tutti quelli che stamani, guardandosi allo specchio, continueranno il conto alla rovescia su quanto manca per girare pagina.
Auguri a tutti gli altri, quelli senza aspettative speciali, che vedono girare il calendario della vita e se la prendono per come arriva.
Auguri a chi stasera si inventa una barba finta e un cappello rosso per recitare la parte di Babbo Natale e vedere degli occhi stupefatti fra i suoi bambini.
Auguri a chi invece ha dovuto guardare degli occhi pieni di lacrime che gli chiedevano, angosciati dal dubbio, se Babbo Natale esisteva oppure era lì davanti a lui.
Auguri ai troppi che il Natale lo passano incatenati ai cancelli di una fabbrica non potendo fare regali e avendo ricevuto il peggiore che si potesse immaginare.
Auguri a chi continua a ripeterci che intanto siamo già fuori dalla crisi.
Auguri a chi si è innamorato quest’anno e a quelli che hanno visto spezzarsi il loro sogno, magari portandone la responsabilità.
Auguri a chi aspetta un figlio e a chi lo ha appena avuto.
Auguri a chi è già in cucina a smarmittare, a chi mangerà per tre giorni di fila e poi il 27 andrà in palestra come un coccodrillo pentito a espiare i peccati di gola.
Auguri lontani a chi si è messo in marcia per migrare dall’inferno a un sogno lontano di vita nuova.
Auguri a quelli che mentre il mondo si ferma continuano a lavorare negli ospedali, nei posti di polizia, negli ingranaggi fondamentali di una società un po’ inceppata.
Auguri all’Europa, che diventi un po’ più adulta quest’anno e guardi fuori da sé.
Auguri a quelli che saranno capaci di liberarsi dal ricatto delle mutande rosse a San Silvestro, la penultima trovata dopo il neo-rito di Halloween del mercatismo trionfante.
Auguri a chi legge un bel libro e auguri doppi a quelli che sono capaci di scriverli.
Auguri alla politica, che ritrovi se stessa, che si rifiuti di essere solamente parte dell’intrattenimento e dello spettacolo, che si ricordi di essere innanzitutto comunità di persone che hanno un sogno comune del mondo che verrà e la voglia di realizzarlo.
Auguri al mio Pd, che possa essere almeno una parte decente del punto sopra.
Auguri a chi porta responsabilità, che si ricordi quel proverbio africano che dice “se vuoi andare veloce vai solo, se vuoi andare lontano vai assieme agli altri”.
Auguri a chi crede ancora che il centrosinistra abbia vinto a Firenze.
Auguri a Berlusconi, sì a Berlusconi, maschera del potere colpito proprio nella maschera, perché si ricordi ogni tanto che governare non è comandare e che chi governa non pensa solo ai suoi.
Auguri a quelli che ascoltano musica ma soprattutto i Radiohead e Peter Gabriel.
Auguri a chi deve fare una scelta importante.
Auguri a chi tiene ferma una scelta fatta, soprattutto se faticosa, e auguri a chi sa perdonare.
Auguri ai miei amici, quelli di ieri, quelli di oggi, quelli che ancora non conosco.
Auguri a chi lavora nei laboratori di ricerca per sconfiggere le malattie che ci opprimono e auguri a chi sa consolarci quando poi magari quelle robacce arrivano comunque.
Auguri ai donatori di speranza, non ai venditori di fumo.
Auguri a chi passerà questi giorni lontano da casa sua.
Auguri a chi è arrivato a leggermi fin qui. Anzi a tutti questi, un augurio doppio.

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Il bivio di Fini e il bipolarismo alle corde

Inviato da Lapo Pistelli il 15 dicembre 2009

 

un amore finito ?

un amore finito ?

In passato, davanti alle scelte fondamentali, l’attuale Presidente della Camera le aveva toppate quasi tutte: la critica al sistema maggioritario (che in realtà lo aveva poi scongelato dal limbo post-fascista); la copertura fornita a Berlusconi nell’affondamento della Bicamerale (che aveva resuscitato la leadership agonizzante di B.); il partito dell’elefantino alle elezioni europee con Mario Segni (avrebbe detto Fantozzi “una cagata pazzesca”) e via ricordando…

Il Fini versione 2009 sembra altro. Sarà il matrimonio, sarà per contrasto con la deriva patologica di B, sarà lo stato di grazia della funzione di Presidente della Camera, ma la sensibilità dimostrata verso le istituzioni, la posizione coraggiosa (per un uomo di destra come lui) sul bisogno di superare lo jus sanguinis a favore dello jus soli in materia di cittadinanza e immigrazione, alcune sottolineature recenti sulla necessità di non scambiare consenso per ragione e maggioranza per monarchia lo hanno reso simpatico anche a buona parte del popolo dell’opposizione.
Stamani, al termine della comunicazione di Maroni sui fatti di Milano, c’erano due alternative per la destra: incassare il favore politico provocato dal gesto matto di Tartaglia (l’Italia costretta a solidarizzare con B. dimenticandosi gli insulti presi fino a poche ore prima), “stroppiare” come si dice dalle mie parti. Cicchitto (ricordare sempre, tessera P2) ha stroppiato: terrorismo mediatico, clima di odio, mirino alzo zero sull’opposizione. Bersani ha volato bassissimo, con misura, non raccogliendo nessuna provocazione.
Nemmeno un’ora dopo, il Governo pone la fiducia sulla Legge Finanziaria.
Alt. Passo indietro. Con la legge attuale di bilancio, sono finite per sempre le maratone di tre mesi cui eravamo abituati negli anni 90. Poche settimane e, sant’Euro, via andare. In più l’opposizione aveva ritirato quasi tutti gli emendamenti e promesso di approvare la legge con tempo contingentato sì da arrivare comunque a giovedi 17, lo stesso tempo che richiederà ora la procedura della fiducia.
Dopo l’annuncio dell’ineffabile Vito, Fini si dà la parola e, zac zac, sottolinea il senso di responsabilità dell’opposizione, esalta il parlamento sede del confronto politico e definisce “deprecabile” il voto di fiducia richiesto, scaricando la responsabilità sul “rapporto fra governo e maggioranza”. Dibattito chiuso, maggioranza a capannello che non commenta in attesa di consultarsi con il Capo al capezzale milanese.

Lo strappo stavolta è pesante. Radio Montecitorio pronuncia la parola proibita “elezioni anticipate”.
E’ un errore di Fini ? Un atto orgoglioso ma solitario che lo suicida ? Il tradimento di Giuda che ieri abbraccia il ferito e oggi lo pugnala ?
O è l’avvertimento di chi ieri si è sentito confidare la voglia di elezioni anticipate da B. che il PdL si sarebbe rotto in questa circostanza ? O è la prova generale di terzo polo, un accrocchio che fra Casini, Montezemolo, Rutelli, preannuncia la fine precoce del bipolarismo, in omaggio alla fine del sogno democratico di impronta veltroniana ?
Fuori, nell’Italia della crisi, delle fabbriche che chiudono, degli strardinari non pagati, dei contratti non rinnovati, questo dibattito può sembrare e probabilmente è lunare, anzi (calcolando bene le distanze) marziano.
Ma nel teatrino di giro che cambia canale ogni sera mandando in scena lo stesso copione, quella di stamani è una nuova tappa del Meccano politico nazionale che segna un cambio di campo non banale. E se penso alla “discesa in campo” del Vaticano dopo l’attacco della Lega al card Tettamanzi, se penso all’insofferenza diffusa e al clima di rabbia e rancore che cova, se penso agli attacchi di B. contro le istituzioni repubblicane vagheggiando al contempo riforme costituzionali mai presentate nella sede propria del parlamento, ho l’impressione che il 2010 possa essere l’anno di una nuova resa dei conti.

Voi che dite ?

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