Inviato da Lapo Pistelli il 30 giugno 2009
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Inviato da Lapo Pistelli il 19 giugno 2009
Domenica 21 non sarà soltanto dedicata ai ballottaggi amministrativi ma al voto sui tre quesiti referendari sulla legge elettorale, sul famoso “porcellum” inventato dal Ministro Calderoli alla vigilia delle elezioni del 2006. Che facciamo ?

- porcellum da corsa
Per coerenza con le posizioni che ho già preso in occasione di altri referendum, voglio ricordare la natura particolare dell’invito di domenica. Il voto al referendum non è assimilabile al voto politico, europeo, amministrativo. Esso non deriva dalla natura rappresentativa della nostra democrazia e dal dovere civile di scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni ma da un invito che 500.000 cittadini (troppo pochi) rivolgono ad altri 45 milioni di connazionali finalizzato ad abrogare una parte o la totalità di una legge. Il primo è un dovere, il secondo è un invito. Utile ricordare che da più di 15 anni quell’invito viene disertato dalla maggioranza degli italiani, con il conseguente fallimento del voto, vuoi perché il tema non è stato ritenuto interessante, vuoi perché il quesito viene considerato troppo “tecnico” per essere sottoposto al referendum, vuoi perché alcuni anni si è abusato della pazienza dei cittadini interrogandoli su una dozzina di temi diversi, vuoi perché nella maggior parte delle circostanze le firme sono state raccolte da quegli stessi partiti che avevano il dovere e il compito di fare e modificare le leggi in Parlamento.
Questo voto non fa eccezione: si torna per la quarta volta sulla stessa materia (le leggi elettorali sono nel frattempo cambiate), dei tre quesiti solo uno è di immediata comprensione (quello sulle candidature multiple), i partiti sono stati coinvolti pesantemente nella raccolta delle firme.
La situazione
Il porcellum riuscì nell’intento velenoso di non donare a Prodi una maggioranza stabile nelle elezioni del 2006; lo stesso porcellum è stato superato in via politica nel 2008 sia nel centrodestra che nel centrosinistra con la creazione di un formato di competizione (PD vs PdL) che ha deciso di fare a meno di alleati piccoli e tendenzialmente rissosi che sono rimasti così sotto la soglia di sbarramento. Una specie di disarmo bilaterale ottenuto in via politica e non in via legislativa.
Cosa dicono i quesiti e cosa pensano i promotori del referendum Leggi tutto »
Tags: elezioni, legge elettorale, porcellum, referendum
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Inviato da Lapo Pistelli il 12 giugno 2009

con Martin Schulz
Scrivo queste poche righe in transito fra due tappe internazionali, brevi ma intense. Prima di partire per gli Stati Uniti, ieri sono stato a Bruxelles, insieme a Dario Franceschini e Piero Fassino. Abbiamo ottenuto un grande risultato: una nuova casa per i democratici in Europa. Come sapete, non è un fatto di poco conto. Ci stiamo lavorando da tempo, da quando – prima ancora che nascesse il Pd – gli eurodeputati “Uniti nell’Ulivo” erano “disuniti a Strasburgo”, sedevano in due gruppi diversi – Margherita nell’Alde e Ds nel Pse – pur collaborando attivamente in molte occasioni. C’è stato un lungo dibattito sulla collocazione europea del Pd, con i timori di ulteriori spaccature o di un “assorbimento” nel Pse. Noi abbiamo lavorato per superare i vecchi steccati, per rinnovare le famiglie politiche europee. Il Partito Democratico, forte di una considerevole rappresentanza, è protagonista nella costruzione di questa nuova casa europea, che si chiama Asde, ovvero Alleanza dei socialisti e dei democratici.
A Bruxelles abbiamo incontrato il leader del Pse, Martin Schulz , quello che Berlusconi definì, con un’orrenda battuta, adatto al ruolo di “kapò″ in un film sui campi di concentramento nazisti: chi desidera, può rivederlo – insieme all’altra infelice battuta sui “turisti della democrazia” (clicca qui).
Il Pse ha accettato di compiere questo passo indicato dai democratici italiani. Riporto la dichiarazione di Schulz: “Si tratta di un passo importante per noi, che va nella direzione auspicata da tempo e sono molto soddisfatto per il fatto che il Pse, anche nella sua espressione parlamentare, abbia accettato di seguire questa strada. La portata di questo passo in avanti si capirà nel tempo. Ci sono le condizioni per costituire un’alleanza dei socialisti e democratici che unisca le forze del Pse e dei democratici italiani per la costruzione di un campo più largo”. E’ il nuovo progetto che accomuna le forze riformiste, progressiste ed europeiste, che nel 2009 non devono più guardarsi alle spalle ma affrontare le nuove sfide, prima di tutto arginando l’ondata di destra emersa dalle ultime elezioni europee e ripensando il ruolo delle forze politiche democratiche nello scenario internazionale, all’alba dell’era Obama. A questo proposito, da oggi a domenica partecipo alla Conferenza di White Oak (Usa) sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa.
Tags: Alde, Asde, Barack Obama, Dario Franceschini, Martin Schulz, partito democratico, Piero Fassino, Pse, White Oak
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