Lapo Pistelli

Il blog.

Archivio per maggio, 2009

Fino a quando…?

Inviato da Lapo Pistelli il 28 maggio 2009

Catilina

Catilina

“In magistratura ci sono grumi eversivi“. Lo dice il Presidente del Consiglio nell’ennesimo episodio di un conflitto istituzionale che sarebbe grottesco se non si avesse a che fare con i pilastri della nostro assetto democratico. “In magistratura ci sono grumi eversivi”, ha detto oggi Berlusconi all’assemblea della Confesercenti. E a chi osava protestare ha subito replicato: “”Siete in 4 o 5, percentualmente irrilevanti“.

Alcuni amici, sul blog o su facebook, mi sconsigliano di parlare di Berlusconi. “Gli fai solo pubblicità“, sostengono. Non ha certo bisogno della mia o della nostra pubblicità, e poi raggiounge i suoi obiettivi proprio anestetizzandoci, rendendoci insensibili e assuefatti alle sue malefatte.

Allora mi permetto di parlarne ancora, proprio dopo il suo ennesimo attacco ai giudici. Perché? Perché il caso Noemi ha contribuito a distrarci da altre questioni assai rilevanti, come la sentenza Mills. Prendo in prestito le parole di Alexander Stille, giornalista americano, che su Internazionale scrive: “David Mills è stato condannato per aver intascato una bustarella di 600 mila dollari dal premier Berlusconi. Questi soldi, secondo i giudici, sono serviti a tener fuori il Cavaliere da varie indagini sulla Fininvest”. Ovviamente Berlusconi non può essere a sua volta condannato perché è protetto dal lodo Alfano, approvato a suo uso e consumo. Prosegue Stille: “Il Tg1 ha dato la notizia delle motivazioni della sentenza con il solito botta e risposta fra governo e opposizione: Berlusconi definisce la sentenza ’scan-da-lo-sa!’ e l’opposizione chiede al premier di rinunciare all’immunità. Sulla tv di stato, però, non sono stati letti i passaggi cruciali della lettera scritta di suo pugno da David Mills al suo commercialista, in cui l’avvocato dichiara apertamente: ‘Sapevamo bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito, ma ho evitato alcuni punti spinosi, per usare un eufemismo) avrebbe tenuto mister B. fuori da un mare di guai, in cui l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo’. In altre parole (scrive ancora Stille), ai lettori e ai telespettatori non vengono quasi mai forniti dati né elementi di prova. Si trovano così davanti a due opinioni contrapposte: quella di chi accusa i magistrati di fare politica e quella di chi considera Berlusconi un criminale. E quindi, senza un’informazione indipendente, non possono far altro che decidere tra queste due opinioni in base alle loro tendenze politiche”. E laddove c’è un’informazione indipendente, i difensori del Cavaliere la etichettano come “disonesta”. Il “disonesto” Financial Times scrive che “Berlusconi è un pericolo, in primo luogo per l’Italia, e un esempio deleterio per tutti”.

José Saramago, scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura, nel suo blog (a 86 anni ha un blog, fantastico!) cita Cicerone nella sua orazione contro Catilina (il famoso “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”). Non importa sapere il portoghese per capire la lezione di Saramago: leggi qui (eventualmente c’è anche la versione in spagnolo).

Intanto Berlusconi giura sulla testa dei suoi figli (abitudine frequente per lui) che non ha “mai avuto rapporti piccanti” con minorenni. E, in fondo, l’ultima parola spetta sempre a lui. Come in questa campagna elettorale, che si concluderà con un comizio televisivo solitario del Cavaliere.

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Sotomayor

Inviato da Lapo Pistelli il 27 maggio 2009

Barack Obama (nato alle Hawaii da padre keniota), ha nominato per la prima volta una donna ispanica (qui il profilo sul New York Times) al livello più importante della giustizia americana, la Corte Suprema. La donna si chiama Sonia Sotomayor. La notizia ha fatto sobbalzare molti fan di Fiorello e Baldini (Viva Radio 2), che certamente ricordano un altro Sotomayor, il campione cubano di salto in alto Javier Sotomayor, ossessivamente citato nella esilarante parodia che Fiorello faceva imitando Gianni Minà… tormentoni del tipo: “Cuba era un isola felice, piena di eroi, eravamo un gruppo felice. Ci si divertiva con poco, quasi con nulla. Eravamo io, Fidel, Paco Peña, Compay Segundo, Teofilo Stevenson, Juantoreña, Javier Sotomayor, Cassius Clay, Mario e Pippo Santonastaso…”. Per gli appassionati del genere, suggerisco di riascoltare questo spezzone e anche questa perla elettorale (dato che ci avviciniamo alle elezioni, in Italia e in Europa… non a Cuba, ovviamente). Leggi tutto »

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La lunga marcia del berlusco-fascismo

Inviato da Lapo Pistelli il 24 maggio 2009

“… potevo fare di quest’aula sorda e grigia il bivacco per i miei manipoli…”
Il 3 gennaio 1925, dopo una crisi del regime durata alcuni mesi e causata dalla reazione dell’opinione pubblica al delitto Matteotti, Mussolini con un discorso muscolare alla Camera dei Deputati chiude la fase rivoluzionaria del fascismo, rivendica esplicitamente ogni responsabilità per i fatti degli ultimi tre anni e apre la fase della dittatura, quella in cui, in pochi anni e con poche radicali nuove leggi, il fascismo permea di sé ogni nervatura istituzionale ed ogni aspetto della vita sociale ed economica del Paese.

Sono in Parlamento da diversi anni ma non ho esitazioni ad affermare che la Camera è oggi ridotta concretamente ad un bivacco per i manipoli della maggioranza. Il dibattito serve puramente a fare trascorrere, senza ascoltare, il tempo riservato all’opposizione per poi votare secondo disciplina; l’iniziativa legislativa è per il 95% riservata al Governo e non più al Parlamento; quest’ultimo è schiacciato da un continuo ricorso al voto di fiducia motivato dalla immotivata ragione che ogni discussione è una perdita di tempo; gli annunci politici che contano si fanno in tv ai talk show della sera; alle interrogazioni e alle interpellanze con le quali si controlla e si indirizza l’operato del governo si risponde, se se ne ha voglia, con mesi di ritardo.
Il Parlamento non è di moda: una casta troppo ben pagata, cooptata e non eletta, piena di benefit veri e presunti (tanto smentire non cambierebbe la percezione generale), illuminata dalla ribalta televisiva solo quando si vota al posto del compagno di banco, si litiga o si mostrano striscioni, si mangiano fette di mortadella per festeggiare la caduta di un governo e si scagliano fascicoli contro i colleghi. Da lì a seguire – cioè a scendere la scala istituzionale – la contestazione riguarda consigli regionali, comunali, circoscrizioni, i luoghi istituzionali della politica e trova sempre nuovi aedi della critica radicale.
berlusconi-mitraE’ in questa atmosfera di avvelenamento delle sorgenti, di progressivo svilimento delle istituzioni, sapientemente costruita nel tempo e contro il quale il Presidente Napolitano si batte come un leone, che Berlusconi ha fatto cadere, lieve come una piuma e velenosa come il cianuro, la proposta di un disegno di legge di iniziativa popolare per ridurre i parlamentari in Italia. Lo ha fatto due giorni dopo aver definito il Parlamento “pletorico” ed avere chiesto alla platea degli industriali pazienza verso un Premier che vorrebbe più poteri ma che è costretto a sprecare tempo in un’aula-bivacco che decide l’approvazione o il rigetto di un emendamento con il pollice dritto o verso con il quale si decideva al Colosseo la vita dei gladiatori. Un’altra usanza vera, un gesto per intendersi all’interno di un gruppo e per orientare il voto, che rafforza però non casualmente l’immagine della bolgia inutile, poco moderna, dispendiosa e frenante le migliori energie del Paese. Leggi tutto »

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Una nuova stagione per l’Italia

Inviato da Lapo Pistelli il 22 maggio 2009

manifestazione-pd-_25_10_2008-5Questo è un documento che abbiamo elaborato assieme a Marina Sereni, Pierpaolo Baretta, Cesare Damiano. Abbiamo già iniziato a discuterne con altri colleghi, come Gianclaudio Bressa, Matteo Colaninno, Ettore Rosato e desideriamo allargare ulteriormente la discussione.
Si tratta di una riflessione sintetica su questa intensa stagione politica e sul Partito Democratico, che vorremmo utilizzare come base di partenza per una comune iniziativa nei prossimi mesi, dopo le scadenze elettorali per le quali ora siamo tutti impegnati.
Saremmo lieti di poter condividere e diffondere questo documento tra esponenti e sostenitori del Pd, invitando in particolare chi ha un ruolo nel partito o nelle istituzioni ad aderire e a promuoverlo sul territorio.

 

Potete inviare adesioni e riflessioni scrivendo a info@lapopistelli.it

 

Una nuova stagione politica per l’Italia

Il tempo odierno è segnato, più che in ogni altra epoca, dalla velocità dei cambiamenti economici, sociali ambientali e culturali e dalla loro dimensione globale.
La politica democratica perciò, non solo nel nostro Paese, è interrogata dai cittadini con una domanda profonda sull’efficacia dei suoi strumenti, sui suoi tempi di reazione rispetto ai fenomeni, in sintesi sulla sua capacità e possibilità di guidare il cambiamento non limitandosi ad inseguirlo. La risposta non è scontata se è vero che alcune delle principali potenze economiche del pianeta sono governate da modelli politici che segnano platealmente il divorzio fra mercato e democrazia.

La crisi di questi mesi ha però aggredito i fattori strutturali di un modello di vita, di un paradigma che vedeva nel mercato il pilota automatico del mutamento sociale e che assegnava alla politica il mero compito di assecondare senza interferire. La crisi, le sue origini, la sua evoluzione, mette radicalmente in discussione i capisaldi tradizionali di una destra liberista che ha plasmato le culture politiche dell’ultimo quarto del secolo scorso.

E’ emersa, almeno a livello dell’analisi e della necessità di trasmettere all’opinione pubblica mondiale messaggi simbolici adeguati, la consapevolezza che problemi globali richiedono soluzioni globali, principi condivisi, nuove regole e dunque nuove architetture istituzionali sovranazionali, a partire da un convinto rilancio dell’Unione Europea.

In Italia, la stabilità “formale” del quadro politico – larga maggioranza parlamentare, interventismo legislativo del governo, ampio consenso mediatico e popolare verso il premier – ha nascosto, ma non risolto, l’inadeguatezza complessiva delle risposte adottate, non proteggendo ma semmai isolando il nostro Paese da una dinamica che coinvolge oramai tutti gli altri. Alla stabilità “formale” non corrisponde cioè una stabilità “sostanziale”. La destra italiana, nonostante gli annunci, non è una destra moderata e riformatrice; così la stabilità produce innanzitutto staticità. E’ una destra che risponde col protezionismo all’irrompere delle società aperte, col populismo alle domande di moderni diritti di cittadinanza. Accrescendo le tensioni e i rischi di divisione nella società italiana. Con ciò evidenziando la distanza tra culture riformatrici e pratiche di ammodernamento che spesso si traducono in irragionevole conflitto tra democrazia decidente e democrazia partecipata, laddove il Bene Comune come progetto del nuovo secolo richiederebbe una virtuosa sintesi. Non è forse questa la nuova frontiera che dà senso alla nascita del PD?
Si apre, dunque, una fase politica carica di contraddizioni, nella quale si alterneranno momenti di scontro duro tra maggioranza ed opposizione, tra parti sociali (tra loro e col governo), con momenti di collaborazione politica sulle riforme e sulla crisi, pur non essendo possibile un immediato esito politico (crisi di governo, elezioni anticipate) che permetta di girare pagina, esplicitando le profonde differenze che ci separano sul modello di società e di politica. Leggi tutto »

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