Le notizie quotidiane dall’Abruzzo alternano scosse di assestamento, considerazioni su distruzione/ricostruzione e alcune dichiarazioni discutibili. Sarà vero che non conviene dare troppo peso alle gaffes di Berlusconi, ma è innegabile che solo grazie alle tv straniere e a internet abbiamo potuto ascoltare le incredibili parole del premier sul “fine settimana in campeggio”.
I nostri mezzi di informazione hanno invece dato spazio alla proposta del ministro Tremonti di destinare il 5 per mille alla ricostruzione delle aree terremotate. Non sono d’accordo perché sottrarrebbe risorse proprio alla rete del volontariato e al no profit. Per questo ho deciso di aderire alla petizione lanciata da “Vita” (clicca qui).
Se è vero che servono 12 miliardi di euro per la ricostruzione e che non è facile reperire risorse nel pieno della crisi economica, è anche vero che alcuni interventi considerati “prioritari” onestamente non lo sono più: è il caso, segnalato dal professor Quadrio Curzio oggi sul Corriere della Sera (leggi qui), del fantomatico ponte sullo stretto di Messina, per il quale il governo ha appena stanziato 1,3 miliardi di euro.

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