Sfogliando il Corriere della Sera (ma immagino sia così anche su altri quotidiani), proprio tra le prime pagine – in mezzo ai servizi sul terremoto in Abruzzo - si trova un’inserzione a tutta pagina, acquistata dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato, che promuove la propria iniziativa di beneficenza per i terremotati.
Trascrivo testualmente:
Il Gioco del Lotto
mette a disposizione la propria rete di
35.000 tabaccherie – ricevitorie
in tutta Italia
per la raccolta di fondi a favore della
popolazione dell’Abruzzo
colpita dal terremoto.Chi effettua una giocata al Lotto
può donare da 1 a 200 euro.La donazione sarà interamente devoluta
alla Croce Rossa Italiana.
Bene, mi dico, buona iniziativa. Poi penso: le altre iniziative di solidarietà non sono state promosse acquistando spazi pubblicitari sui mezzi di informazione. Il fatto che si possano fare donazioni in tabaccheria o nelle ricevitorie è una notizia che può trovare spazio e diffusione su giornali, radio, tv e internet senza per forza fare pubblicità a pagamento (che tra l’altro, in questi casi, è spreco di soldi).
Ma la cosa più grave, credo, è l’utilizzo dello spazio pubblicitario per invitare a giocare al Lotto: CHI EFFETTUA UNA GIOCATA AL LOTTO può donare da 1 a 200 euro.
Manca solo il consiglio della “smorfia”: 11… il terremoto!
Per chi volesse tentare l’ambo, suggeriamo di giocare anche il numero 83 (lo sciacallo).
P.S.: su facebook gira un messaggio che invita “i potenti” ad annullare il montepremi del Superenalotto – 40 milioni di euro – e a devolverlo a chi ne ha bisogno in Abruzzo… Mi pare che la risposta sia contenuta nella pagina pubblicitaria di cui sopra.
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