Archivio per 12 febbraio 2009

13 appuntamenti per Firenze

Domani, venerdì 13 febbraio, incontriamoci in 13 punti diversi di Firenze.
Da mattina a notte 13 occasioni per stare insieme ancora per il nostro obiettivo comune: il futuro di Firenze… e alle 21:30 appuntamento finale al Tenax, in via Baracca.

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Questo il PERCORSO di domani: Prosegui la lettura »

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Un progetto per Firenze colta, solidale, internazionale anche nello sport

pistelli_antognoni-1Riuscire a promuovere una nuova cultura dello sport è uno degli obiettivi che ho messo tra i punti del mio programma.
Lo sport deve essere un momento di crescita e un punto di riferimento per le giovani generazioni. Soprattutto i giovani possono offrire alla città nuove opportunità di cambiamento e di crescita. E’ da loro quindi, che dobbiamo cominciare. E’ con questo spirito che stamani, al Museo del Calcio, ho lanciato – assieme a Giancarlo Antognoni – il progetto “Firenze città leale”.

In una città che ha grandi ambizioni per perseguire obiettivi importanti non serve un supereroe, ma il contributo di tutti. E in questo, come per altri progetti, tutti devono fare la loro parte.

Serve un impegno condiviso delle istituzioni, della Fiorentina fiore all’occhiello della città, ma serve il coinvolgimento di tutte le società dilettantistiche giovanili, quelle che avviano il processo educativo dei ragazzi. E’ necessario arrivare a superare tutte le barriere che i provvedimenti imposti dal governo nazionale in materia di sicurezza hanno imposto e che certo non rispecchiano una cultura civile e sportiva che invece esiste in molti altri paesi europei.

La Fiorentina, con l’introduzione del “terzo tempo”, ha già iniziato un percorso di modello “fair play” che ha avuto apprezzamenti sia a livello nazionale che a livello Uefa e che oggi ha assunto carattere di esempio educativo soprattutto per bambini e adolescenti. L’esempio, arrivato dai grandi campioni, è elemento fondamentale per il processo imitativo che innesca.

Ma non basta come non basterà l’impegno a rendere possibile il sogno legato alla cittadella dello sport. Le istituzioni dovranno impegnarsi ad offrire strumenti, proporre iniziative volte all’ospitalità di squadre e tifosi ospiti, e promuovere nuove modalità di approccio all’accoglienza in tutte le discipline e a tutti i livelli. Anche e soprattutto perché lo sport, che apparentemente sul campo può dividere, in realtà è elemento straordinario di integrazione.

Avere la capacità di fare cultura dello sport e della solidarietà può contribuire a regalare a Firenze la dimensione internazionale che merita. Non basta uno stadio per diventare grandi. Non solo la Fiorentina, ma tutta la città deve lottare per andare in “Champions’ League”. Per Firenze e per i Fiorentini deve essere motivo di orgoglio diventare esempio di civiltà e di lealtà.

Ma ancora non basta. Nell’ambito di questo progetto, dovremo porre la nostra attenzione anche all’accoglienza sportiva del disabile o diversamente abile e alle iniziative che trovano nello sport un’occasione di incontro tra culture diverse.

Giancarlo Antognoni, “bandiera” della Fiorentina e persona di grandi qualità umane, ha voluto condividere con noi questo progetto. Chi, meglio di un grande sportivo come lui, poteva sostenere e rendersi disponibile a contribuire ad un progetto pensato nel nome della lealtà?

A seguire FIRENZE CITTA’ LEALE, PUNTO PER PUNTO. Prosegui la lettura »

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LAPillola 12.02

Quarto appuntamento con una nuova puntata di LAPillola.

lapino1RACCOLTA COMPLETA: LAPillola

NB: la solita avvertenza, i link qua sopra si  aprono solo con il browser Internet Explorer, per tutti gli altri invece potete viaggiare sul canale Lapo Pistelli | YouTube ;-)

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Primarie… online

Tra gli attenti osservatori della campagna delle primarie segnalo Benedetto Ferrara con il suo blog Rock&Gol: parla di tutti i candidati nell’articolo Top Five . Sotto la parte dedicata a “Lapo. Punto e a capo;-)

LAPO PISTELLI
Il più carismatico della top five, quello che ha girato il mondo per conto di Walter per spiegare al mondo cosa fosse il Pd senza avere la minima idea di cosa in effetti fosse il Pd. Però, intanto, a differenza degli altri, si è dovuto scervellare per trovare qualche idea buona. Rispetto a Renzi è un ex dc meno giovane ma sempre aitante e può contare anche sull’appoggio dei 40 enni che dopo aver sentito Renzi ripetere che Lapo è vecchio gli dicono «O bellino, vecchio tu sarai te». Ma oltre che meno giovane, di sicuro «Lapo punto e a capo» oggi è anche meno Dc del rampante Matteo, nel senso che è riuscito a conquistare una parte di elettorato di sinistra deluso e in cerca di qualcuno che dica qualcosa di sinistra risultando quasi credibile. Insomma, quelli che nella vita non avrebbero mai pensato di votare per un ex democristiano e magari ora lo votano, passando prima da un bravo analista, però. Lapo è il più obamiano dei cinque. Per stile. Per cultura. Perché legge molto, suona il piano (la moglie da anni lo minaccia di querela se non la smette), perché è bravo a passare dal mercato (la casalinga e l’ortolano sono sempre i soliti, sia chiaro), ai temi sociali e quindi al salotto un po’ snob di designers e art-directors riuscendo a pronunciare bene queste due parole. Lui si vanta di essere un riformatore che non vende sogni e un antiberlusconiano vero. Il presenzialismo del candidato lo ha costretto a farsi vedere allo stadio. Ma lui di calcio capisce zero, tanto che a lungo ha creduto che funzionasse a chi buca entra. A renderlo molto obamiano l’amore per il Baseball, che lui sbandiera poco e niente, visto che gli hanno spiegato che la lobby del guanto e della mazza gli porta al massimo 3 voti.

Punti di forza: amico di Walter, esperto di politica internazionale: dall’Amazzonia a Ponte a Greve.

Punti deboli: amico di Walter.

Con Lui: tutti quelli che si chiamano Walter, la federazione italiana baseball, una figlia di Obama (ma non vota), le sue figlie (ma non votano), chi si fida della sua esperienza politica (e non sono pochi).

Contro di lui: la solita lobby della spuma al bitter, i berlusconiani travestiti (la coincidenza del carnevale favorisce infiltrazioni), quelli che allo stadio si sono sentiti chiedere: scusi, ma la Fiorentina è quella viola???

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