Lapo Pistelli

Il blog.

Archivio per febbraio 7th, 2009

No alle speculazioni sul dolore

Inviato da Lapo Pistelli il 7 febbraio 2009

Sono il secondo firmatario alla Camera della proposta di legge, presentata al Senato da Ignazio Marino, sul testamento biologico. Giusto per fare chiarezza. Gli atti depositati in Parlamento valgono più di ogni battuta virgolettata.

I temi legati all’inizio e alla fine della vita stanno diventando sempre più importanti nell’agenda della politica e interrogano seriamente ciascuno di noi. In queste ultime settimane hanno avuto grande rilevanza mediatica il caso di Eluana Englaro ma soprattutto la dolorosa vicenda di suo padre, che ha scelto di ottenere un pronunciamento certo delle istituzioni invece che ricorrere a scelte di fatto.

Fin dall’inizio di questa vicenda ho pensato che in circostanze del genere la responsabilità spetta ai familiari, a chi spende la propria giornata anno dopo anno con chi lotta tra la vita e la morte, a chi conosce la vera differenza tra l’immagine sorridente e allegra di una foto che giornali e tv ripropongono e l’assenza di vita reale che solo le persone care vedono e toccano tutti i giorni. Ho avuto l’occasione di visitare una persona che da 4 anni era in stato vegetativo e ho capito cosa significa – in assenza di una legge sul testamento biologico che disciplini la fase finale della vita – che tutto ricade sui familiari, spesso lasciati soli in un’angoscia minuto per minuto oppure, come in questo caso, proiettati in un turbine di riflettori e di parole, ma non per questo meno soli. In assenza del testamento biologico, vi sono situazioni in cui il malato non può decidere autonomamente. Spetta alle persone care, assistite da personale specializzato, assumere consapevolmente la decisione. Ci sono familiari che desiderano accompagnare il malato in ogni momento possibile e per tutto il tempo che la natura concede, e ci sono familiari che invece possono decidere che oltre una certa soglia quella vita apparente non è in realtà più vita. Sottolineo, in assenza di testamento biologico.

Ho trovato vergognosa la speculazione che ha accompagnato la vicenda di Eluana negli ultimi giorni, sia nella morbosità mediatica sia nell’utilizzo strumentale che alcune parti politiche hanno fatto. Il susseguirsi delle notizie di ieri ne hanno rappresentato l’apice: il decreto legge, il rifiuto della firma da parte del Presidente Napolitano, il tentativo di trovare una corsia accelerata con il ddl sul Senato, alcune dichiarazioni che fanno rabbrividire e che non mostrano alcun rispetto per Eluana e per la sua famiglia ma ne fanno occasione di scontro ideologico.

Ho discusso spesso di queste cose in tutti questi mesi con gli amici che me lo hanno chiesto. Ho deciso di non rispondere ieri a richieste di brevi battute da virgolettare, perché non ritengo che un tema del genere, che investe la coscienza di ogni individuo, sia un argomento per creare contrapposizioni fittizie o titoli ad effetto.

Siamo alle battute finali di una lunga, intensa e bellissima campagna elettorale e mi spiace profondamente di aver avuto l’ennesima conferma che per alcuni mezzi di informazione i candidati possono svolgere solo due funzioni: o quella del pitbull da combattimento da mettere in scontro con qualcun altro per generare rissa e titolo o quella della scimmietta da circo che ha diritto di parola soltanto se canta sullo spartito che altri gli preparano. Quando poi risulta così difficile elevare al rango di notizie, seppur brevi, eventi che coinvolgono tante persone su temi che hanno ricaduta sulla vita quotidiana dei cittadini (giusto ieri, per fare un esempio, un affollato dibattito con Guido Sacconi, Giampiero Maracchi e Maria Tinacci sulle città e l’ambiente).

Ho cercato il dialogo e il confronto diretto con migliaia di fiorentini incontrandoli personalmente proprio perché sentivo che le loro domande erano diverse, volevano parlare dei temi della città, lamentandosi di come su certi mezzi di informazione i temi amministrativi non trovano spazio, coperti dalla ricerca ossessiva dei motivi di scontro anziché delle idee costruttive, del gossip e della battuta a effetto anziché della qualità del dibattito.

Vedo che la città ha risposto bene, interagendo con chi ha cercato di mettersi a servizio di questa discussione sul futuro di Firenze. Tanti cittadini si sono sentiti coinvolti e si sono a loro volta proposti come strumenti di un coinvolgimento più largo. Invito quindi tutti a continuare in questa ultima settimana a mantenere questo contatto sereno e aperto con le persone.

Nei prossimi giorni concludiamo il giro delle assemblee di quartiere, che stanno andando benissimo. Lunedì 9 febbraio alle 21 ci incontriamo con i cittadini del Quartiere 5 al Circolo ricreativo di Brozzi in via di Brozzi 312. Martedì 10 febbraio alle 21 con i cittadini del Quartiere 2 al Circolo ricreativo di S. Andrea a Rovezzano in via S.Andrea a Rovezzano 70.

Spero di vedere molti di voi nei prossimi giorni. Intanto vi auguro un buon fine settimana, l’ultimo prima del rush finale: domenica prossima è il 15 febbraio, il giorno delle primarie. Concentriamo le energie, il passaparola, l’entusiasmo e la determinazione per vivere al meglio questa grande occasione per Firenze.

Un caro saluto

Lapo Pistelli

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Firenze città leader nella lotta al cambiamento climatico

Inviato da Lapo Pistelli il 7 febbraio 2009

Ieri ho partecipato al seminario sull’ambiente organizzato dall’eurodeputato Guido Sacconi e ho illustrato la mia proposta di attivare gli Stati generali sull’ambiente.  Firenze, infatti, deve entrare nella cerchia delle città leader nella lotta al cambiamento climatico ed aderire al Patto dei sindaci delle città europee.

Le tre iniziative che – se eletto Sindaco – intendo realizzare in campo ambientale sono:

  1. far aderire subito Firenze al Patto dei sindaci impegnati nella lotta al riscaldamento globale;
  2. candidare Firenze ad ospitare già a settembre 2009 tutti i primi cittadini impegnati in Europa su questo versante;
  3. l’attivazione di veri e propri Stati generali sull’ambiente che nell’arco di un anno arrivi a quantificare e calendarizzare, settore per settore, gli obiettivi di riduzione di emissioni, di risparmio energetico, di utilizzo di energie rinnovabili”.

E’ una proposta che si può sondare già nei prossimi giorni quando Guido Sacconi sarà a Bruxelles per la riunione dell’Alleanza per il Clima. L’iniziativa della Commissione europea che ha promosso il Patto dei sindaci delle città europee contro il cambiamento climatico non solo è lodevole, ma decisiva nella lotta per garantire un futuro all’umanità, raggiungendo gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, e preparandosi a quelli ancora più impegnativi che ci aspettano dopo il 2012. Oltre il 70% dei cittadini europei, infatti, vive nelle città e qui si sviluppa gran parte della produzione di gas serra.

Senza un impegno corale delle città l’obiettivo di dimezzare entro il 2050 l’emissione di gas effetto serra, imprescindibile per garantire un futuro all’umanità, rischia seriamente di non essere colto. Oltretutto dare il proprio contributo alla lotta ai cambiamenti climatici è lo strumento principale per migliorare la qualità della vita dei cittadini, rendere più vivibili le nostre città. Leggi tutto »

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