Lapo Pistelli

Il blog.

Archivio per febbraio 4th, 2009

Stadio e cittadella viola

Inviato da Lapo Pistelli il 4 febbraio 2009

eIntervista su www.fiorentina.it: per leggerla, clicca qui

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Nonna Betta

Inviato da Lapo Pistelli il 4 febbraio 2009

nonnabetta

Ieri sera, in ricordo dell’amicizia che mi legava al giudice Caponnetto, sono andato a far visita alla moglie, nonna Betta Caponnetto, presidente ‘ad honorem’ dell’omonima fondazione, che mi ha manifestato il suo personale sostegno alla mia candidatura per le primarie a sindaco della città di Firenze.

Durante l’incontro abbiamo concordato insieme le linee da tenere nella lotta contro la mafia e abbiamo condiviso l’importanza di tenere alta l’attenzione sui fenomeni mafiosi ancora presenti nel nostro Paese.

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Oggi su Vanity Fair

Inviato da Lapo Pistelli il 4 febbraio 2009

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E’ apparso sul numero in edicola di oggi di Vanity Fair questa mia (breve) intervista sulla nostra Firenze.

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Ripopolare la città

Inviato da Lapo Pistelli il 4 febbraio 2009

Sono assolutamente favorevole all’approvazione del piano strutturale da parte dell’attuale consiglio comunale entro la fine del mandato.

E’ quello che ho detto ieri durante il confronto fra i cinque candidati delle Primarie per il sindaco di Firenze, organizzato dalle tre associazioni Arcat Legacoop, Confcooperative Toscana Federabitazione e Agci Abitazione.

Nonostante tutte le critiche che inevitabilmente comportano gli atti complessi come il piano strutturale, è necessario non ripartire da zero e non affidare l’adozione del piano strutturale alla prossima amministrazione perché, in quel caso, la città ne avrebbe un danno oggettivo. Per questo il piano strutturale va portato in fondo dall’amministrazione attuale. La prossima amministrazione dovrà dedicare i suoi sforzi nei primi mesi della nuova legislatura al regolamento urbanistico. Se invece si blocca il piano strutturale si rischia di perdere fino a 5.000 posti di lavoro entro la fine dell’anno e, in un periodo di crisi come questo, non c’è da scherzare.

La Firenze negli ultimi 10 anni ha perso un abitante su quattro; i più benestanti si sono spostati verso Fiesole e l’Impruneta, gli altri verso la Piana di Campi, Sesto, ma anche verso l’Empolese. E’ andata via da Firenze un generazione che non è abbastanza povera da avere diritto alla casa pubblica ma non abbastanza ricca da permettersi una casa in città. Chi si è trasferito però continua a mantenere il lavoro a Firenze e ogni giorno fa il pendolare fra casa e lavoro: non a caso Firenze è la seconda area pendolare dopo Milano. A fronte di tutto questo penso che uno degli obiettivi della prossima amministrazione sia quello di ripopolare la città anche perché Firenze ha una forbice altissima fra fiscalità e servizi, fra chi vive a Firenze e paga le tasse, e i “city users”, cioè coloro che non ci vivono e beneficiano solo dei servizi. Riportando i fiorentini a Firenze potremmo così ridurre questa forbice.

Rispondo anche alla domanda di Adolfo Moni di Arcat in merito al tema della “social housing”, ossia dell’edilizia sociale, dicendo che sono favorevole ad una partership fra pubblico e privato e ad agevolare chi lavora a favore di un’edilizia sociale, in particolare quel mondo della cooperazione che è già oggi partner privilegiato sui progetti dei 40.000 alloggi in affitto e del 40% di affitto sociale su ogni nuovo intervento.

Oggi ci sono le norme di legge con l’ultima finanziaria Prodi e risorse regionali da sbloccare a favore di chi non ha i mezzi per pagare un mutuo o un affitto. Occorre però anche razionalizzare le strutture, per esempio evitando il doppione tra Casa spa e l’ufficio casa del Comune. Oltre al nuovo bando regionale sono anche convinto che si possa lavorare su strumenti innovativi e, penso, ad esempio, al coinvolgimento delle fondazioni bancarie come avviene a Milano.

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