«A fronte della crisi economica che stiamo vivendo, una delle prime azioni del Sindaco e della sua squadra dovrà essere una verifica del Patto per lo sviluppo e l’avvio di interventi concreti in aiuto di chi ha davvero bisogno e a sostegno di chi rischia». E’ quello che ho detto ieri alle realtà economiche e i cittadini nella mia visita nella zona di Ponte di Mezzo e che ripeto oggi per voi nel blog. Spiegando a 360° il mio pensiero al riguardo.
Serve subito, infatti, una verifica di cosa è realmente successo dopo il vecchio Patto per lo Sviluppo, firmato nel 2005 da Comune, Provincia e parti sociali. Passiamo in rassegna le cose fatte e non fatte, i ritardi e le inadempienze, per adeguarlo alle esigenze di oggi. In questi quattro anni l’area metropolitana fiorentina ha sofferto sui piani dell’occupazione e dello sviluppo e oggi siamo nel pieno di una crisi di portata globale. Una città ne esce solo se unita, non lacerata, se ciascuno si interroga su ciò che può fare in concreto.
Il recente accordo sul contratto integrativo alla Nuovo Pignone è un segnale positivo, ma è fondamentale costruire azioni anti-crisi ad ampio raggio. Il riformismo non deve essere un sterile richiamo alle radici o a filoni politici da riunificare, ma significa saper governare in un tempo in cui la finanza pubblica non consente più di agire sulla spesa ma ci spinge a riorganizzare quello che abbiamo. Questo – afferma Pistelli – si traduce in una attenta verifica delle reti di protezione sociale per evitare abusi e furbizie e un’ amministrazione in stile anglosassone, amica di chi rischia, capace di creare un ambiente favorevole allo sviluppo sostenendo chi investe proprio in una fase di crisi».
In questi giorni, parlando con i cittadini ho la conferma che al Comune si chiedono molte cose, spesso al di fuori delle competenze: si va dalle richieste di aumento della pensione minima alla ricerca di lavoro. Ma noi non possiamo fare spallucce e dire che non ci riguarda. Dobbiamo farci promotori di un nuovo Patto per lo sviluppo e di una nuova stagione di solidarietà: attenzione a chi ha davvero bisogno, mano ferma contro le furbizie, sostegno agli ultimi ma anche ai “penultimi”, alle fasce di popolazione che corrono il rischio di scivolare in basso.

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