Avete mai pensato, affacciandovi dal Piazzale Michelangelo e guardando le proporzioni della Cupola e di Palazzo Vecchio rispetto al tessuto della città medievale, all’audacia della comunità che li concepì e li realizzò? E a quella straordinaria stagione di rapporto fra arte e potere, fra artisti e ambienti di “corte” in cui maturò il Rinascimento ?
E’ però difficilmente smentibile che la nostra città soffra un imbarazzo o una distrazione se si tratta di cultura contemporanea, si parli della sua fruizione o dell’investimento nella sua produzione, di segni architettonici o di produzioni teatrali, di arti figurative o di musica e danza.
La cultura è invece elemento fondamentale, innanzitutto per la costruzione di un senso di comunità e per la crescita della città, intesa come insieme di forze intellettuali e professionali espressioni di una civitas. Perciò, per mantenere le proprie ambizioni di città cosmopolita in un mondo sempre più aperto, Firenze deve decidersi a legare strettamente le politiche culturali alle strategie del proprio sviluppo.
Vi è innanzitutto un problema di metodo. Prosegui la lettura »
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