
Una delle foto che ho scattato alla Convention di Denver
E’ stata una grande notte. Confesso di essere un po’ stanchino (come diceva Forrest Gump dopo la sua interminabile corsa), ma la grande svolta americana mi dà l’energia per restare ben sveglio e guardare al futuro con entusiasmo e ottimismo.
Dopo la notte elettorale seguita a Firenze insieme a tanti amici, stamattina presto sono tornato a Roma per una serie di interviste e partecipazioni televisive, ovviamente per commentare la vittoria di Barack Obama.
La domanda più ricorrente è: cosa cambia? Domanda scontata, visto che Obama ha puntato tutto sul “change“, fino all’esultanza della scorsa notte: “Ora il cambiamento è arrivato“. Sono tanti i fattori di cambiamento, non si tratta solo del primo afroamericano alla Casa Bianca. Già ieri – prima del risultato – il New York Times in prima pagina scriveva che “comunque vada a finire, il voto del 4 novembre sarà l’apice di una delle più straordinarie elezioni presidenziali in 232 anni della nostra storia, perché sono tante le pietre miliari raggiunte, i paradigmi sfidati, le passioni sollevate che fanno meritare a questa campagna aggettivi come epocale, di svolta, storica, unica nella vita“. Tutto ciò che ha accompagnato il percorso elettorale è fuori proporzione: dal numero degli iscritti alle liste elettorali alla partecipazione dei giovani fino alle lunghe code fuori dai seggi. E’ stato sfatato il luogo comune della scarsa partecipazione alle elezioni americane. Prosegui la lettura »
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