Voglio condividere con voi questo momento importante per la comunità fiorentina che dovrebbe stringersi attorno al Suo Teatro in lotta contro tutti i tagli che colpiscono la Cultura, la Scuola e l’Università. Questo il messaggio di Mheta.
“Faremo parlare la musica“, dice il Maestro. Appuntamento con la grande musica del “Maggio Musicale Fiorentino” a lunedì 1° dicembre.
Il countdown alla vostra destra lo mostra chiamaramente: mancano due mesi al 1° febbraio, giorno in cui si terranno le primarie per scegliere il candidato del Pd a Sindaco di Firenze, e già si infittisce il calendario di eventi e incontri per parlare con i fiorentini della nostra città.
La mia campagna elettorale punta molto sui contatti personali, e vi assicuro che è la parte più interessante e stimolante di questa esperienza. Però anche i mezzi di comunicazione aiutano a diffondere il messaggio e ad alimentare il dibattito. Ci sono state e ci saranno occasioni per interviste alla radio e in tv e anche i giornali hanno cominciato a seguire da vicino la “corsa per Palazzo Vecchio”.
Sulle pagine di Repubblica sabato 22 novembre è uscita una bella intervista(la potete vedere scorrendo il testo) che mi ha fatto Benedetto Ferrara spaziando tra la politica e le curiosità della vita privata.
Il giorno successivo Sergio Staino ha dato a modo suo, con ironia e passione, una pennellata sul quadro delle primarie. Qui sotto vi ripropongo i testi dei due articoli, per chi se li fosse persi.
E poi ci sono i sondaggi: non quelli elettorali (il regolamento delle primarie del Pd ne vieta la pubblicazione). Il Corriere Fiorentino ha giocato con la “obamamania” e ha chiesto ai lettori di votare su internet “il più Obama” tra i candidati delle primarie di Firenze.
Questi sono i risultati: Lapo Pistelli 51,5% – Matteo Renzi 45,4% – Graziano Cioni 2,5% – Daniela Lastri 0,6%.
Ovviamente il sondaggio non ha valore scientifico, è un gioco, ma voglio comunque dire grazie a chi si è divertito a votare (secondo il sito corrierefiorentino.it ci sono stati addirittura 10.795 votanti).
Mentre continuate a leggere, vi invito – come sempre – a rimanere in contatto tramite le pagine di questo blog. A presto!
“Obama” tra virgolette, perché l’obamamania porta a fare confronti talvolta esagerati alla ricerca degli “Obama de noantri” e perché i sondaggi su internet non hanno valore scientifico. Ma a volte danno risultati divertenti, come questo sondaggio sul Corriere Fiorentino: clicca qui.
Appuntamento letterario domani, mercoledì 26 novembre, ore 18, alla libreria “Feltrinelli International” in Via Cavour 12, Firenze. Assieme a Enrico Catassi, già responsabile della Casa della Toscana a Gerusalemme, sarò alla presentazione del libro “Non chiamatela guerra: Israele – Libano: una storia di confine” di Luca Del Re che ripercorre il recente conflitto.
Quando scoppiò, il 12 luglio 2006, non era una guerra né doveva diventarlo. Soprattutto in Israele nessuno doveva definirla tale. Perché, come spiegarono dopo i vertici politici e militari, se una guerra la fai e la vinci, devi pagare i danni. In quella che comunque è passata alla storia come seconda guerra del Libano, o guerra d’estate, ci furono però gli errori, l’approssimazione, il cinismo dei politici, l’arroganza dei militari. Ci furono i morti e le distruzioni. Come in ogni conflitto. Bisognava recuperare due soldati rapiti dai guerriglieri hezbollah libanesi infiltratisi in Israele. Invece, dopo trentacinque giorni di combattimenti, di bombardamenti dei centri abitati, i due soldati israeliani non solo non furono liberati, ma oltre un centinaio persero la vita e con loro millecinquecento libanesi, in larga parte civili. Luca Del Re, da sedici anni inviato di guerra, racconta quei giorni da dietro le linee dell’esercito con la stella di David. La sua è la testimonianza di uno “scriba”, un giornalista televisivo, che ha vissuto il conflitto accanto alle donne e agli uomini di quella terra martoriata.