Category Archives: Africa

Africa

“Il nuovo sogno arabo” – Intervista a LiberArti

“Il nuovo sogno arabo” – Intervista a LiberArti

Parte I. Le cause della “primavera araba”. Libia, Tunisia, Egitto, e le proteste in Turchia: similitudini e differenze.


D. Abbiamo assistito per decenni a manifestazioni per lo più violente in cui le “masse islamiche” bruciavano bandiere americane e israeliane gridando slogan contro l’Occidente, il capitalismo e l’imperialismo. Nel corso delle recenti rivoluzioni arabe, non abbiamo visto niente di tutto questo, ma solo tantissimi giovani che chiedevano più diritti umani, più sviluppo, più partecipazione alla vita dei loro paesi. In sintesi, più “democrazia”. Dove sono finite quelle “masse islamiche” e qual è il nuovo sogno arabo che ha sostituito quelle richieste? 

R. Innanzi tutto partiamo da un dato demografico, che può sembrare ultroneo rispetto alla domanda ma è invece fondamentale: in Italia l’età media della popolazione si aggira sui 44 anni, quella mondiale intorno ai 25, quella dei paesi arabi sui 22. Questo vuol dire che anche il modo in cui la nuova generazione che è scesa in piazza organizza la propria memoria politica e i propri riferimenti ideologici, è interamente diverso dalla generazione che quindici anni fa la precedeva. In quella società c’è un tasso di sostituzione, oltre che di crescita, davvero vorticoso, che noi non siamo abituati a concepire. Soltanto tredici anni fa, immaginavamo le opinioni pubbliche arabe come antioccidentali, anticapitaliste, influenzabili da Al Qaeda e modellate dall’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre. Dieci anni dopo, abbiamo scoperto invece una nuova generazione giovane, demograficamente cresciuta, meglio educata, che non si riconosce più in quelle vecchie ideologie o narrazioni antieuropee, antioccidentali, antimperialiste e antiamericane, e nella quale la frustrazione economica, in presenza di leadership anziane e corrotte, ha generato una tempesta perfetta di una protesta che chiedeva, con il rispetto della propria identità, di poter partecipare ai vantaggi delle società aperte e della globalizzazione. Sulla base di queste premesse ha organizzato delle rivoluzioni – che vanno molto distinte tra loro – cantando l’inno nazionale e dipingendosi le guance coi colori delle bandiere nazionali, come fanno i nostri ragazzi allo stadio. Non abbiamo visto bandiere nere di Al Qaeda in queste piazze, ma solo quelle nazionali. Da questo punto di vista, un processo al tempo stesso culturale, demografico ed economico interamente diverso da quelli che l’hanno preceduto. Eravamo noi che guardavamo con occhiali vecchi a una società che nel frattempo si era molto rinnovata. Read the rest of this entry

Cooperazione: colpevole ritardo dell’attenzione internazionale nel Sahel

Cooperazione: colpevole ritardo dell’attenzione internazionale nel Sahel

L’Italia e la comunità internazionale hanno posto attenzione sul Sahel con colpevole ritardo. Con queste parole il vice ministro degli Esteri italiano, Lapo Pistelli, ha esordito nel suo intervento alla conferenza “After the war – Political solutions to the conflicts in the Sahel region”, organizzata presso il Centro alti studi per la Difesa (Casd) di Roma dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.). Pistelli ha spiegato che questo ritardo internazionale sulle problematiche del Sahel poteva essere evitato, considerando “inevitabile attendersi, dopo l’avvento delle primavere arabe, che la fascia dei paesi dietro il Maghreb venisse destabilizzata, anche a causa delle particolari criticità che caratterizzano questi paesi”. Roma è tra “i massimi sostenitori dell’integrazione, che permette di far convivere anche le differenze”, ha dichiarato il vice ministro.
In Mali non è sufficiente l’intervento militare per imporre la sicurezza, ma la dimensione della risposta alla crisi dev’essere regionale, ha detto Pistelli. Il vice ministro ha affermato che in questo momento il processo di transizione nel paese del Sahel procede lungo un’agenda predefinita, ma il contributo internazionale non deve interrompersi. “In Mali è necessario contribuire a un processo di ricostruzione credibile delle istituzioni”, ha affermato Pistelli, il quale ha ricordato che per arrivare alle prossime elezioni presidenziali di luglio, nel paese occorre normalizzare la regione settentrionale, teatro della crisi, e risolvere la situazione delle centinaia di migliaia di profughi oggi presenti nei paesi limitrofi. Read the rest of this entry

Egitto: niente allarmismi sugli italiani presenti nel Paese

Egitto: niente allarmismi sugli italiani presenti nel Paese

“L’analisi di quello che sta accadendo in Egitto richiede molta cautela. Gli americani hanno in quell’area un accordo militare da 1,4 miliardi con Israele seguito con un accordo da 1,3 miliardi con l’Egitto i cui contenuti sono secretati, è chiaro che il rapporto in quell’area è molto forte. Per quanto ci siano state alcune violenze la situazione è stata tenuta sotto controllo. L’Europa e l’Italia hanno accompagnato la fase di transizione di questi due anni attraverso i programmi di cooperazione, però è chiaro che l’Egitto non è una taglia per noi, non è quella la misura della nostra presenza, ci deve essere una divisione del lavoro e sicuramente potremo avere un ruolo importante. Read the rest of this entry