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«La nuova cooperazione priorità nell’agenda 2014»

«La nuova cooperazione priorità nell’agenda 2014»

«La nuova cooperazione priorità nell’agenda 2014»

Intervista a l’Unità del 22.12.2013

di UMBERTO DE GIOVANNANGELI

Le nuove frontiere della cooperazione, la presenza italiana a «Ginevra2» e il dialogo con l’Iran di Hassan Rohani. Sono i temi conduttori dell’intervista a l’Unità a Lapo Pistelli, vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione e all’Iran.

Come ci si sente ad aver strappato 10 milioni di euro aggiuntivi per la Cooperazione allo sviluppo nella Legge di Stabilità per il 2014?

«Come uno che ha ottenuto il 100% dei risultati promessi in sede internazionale e agli attori italiani della Cooperazione. Sei mesi fa ci suggerivano di considerare i 100 milioni strappati da Andrea Riccardi (ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione nel governo Monti, ndr) nel 2012 come un bonus non ripetibile. Abbiamo riconfermato l’intero stanziamento, aggiungendo il 10% in più. Sia chiaro: sono sempre risorse modeste rispetto ai partner europei. Ma l’inversione di tendenza si consolida per il secondo anno. Quello che abbiamo portato a casa è un investimento in pace, prevenzione dei conflitti, sviluppo sostenibile ed è un investimento sulla nostra credibilità europea e internazionale. Con questo stanziamento viene pienamente rispettato l’obiettivo fissato dal Documento di Economia e Finanza 2013. Si tratta di un obiettivo di fondamentale importanza, in quanto in tal modo sarà possibile non solo garantire l’operatività della cooperazione italiana, ma anche confermare il processo di graduale riallineamento dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo del nostro Paese ai parametri internazionali, nonché il mantenimento di impegni presi in diverse sedi multilaterali». Read the rest of this entry

Cooperazione: «Ma quale carrozzone, l’Agenzia sarà un agile e veloce vascello corsaro»

Cooperazione: «Ma quale carrozzone, l’Agenzia sarà un agile e veloce vascello corsaro»

Cooperazione: «Ma quale carrozzone, l’Agenzia sarà un agile e veloce vascello corsaro»

Intervista a Avvenire del 21.12.2013

di GIOVANNI GRASSO

Non ci sarà alcun carrozzone. È contrario alla mia cultura e alla mia filosofia. Chi lo sostiene non è ben informato». Il viceministro agli Esteri Lapo Pistelli (Pd) difende la sua riforma dalle critiche. «La legge è un testo aperto. Sono pronto – spiega – ad accettare tutti contributi positivi purché non siano inutilmente dilatori. Però non ha molto senso fare discorsi su illazioni, su cose che non sono presenti nel testo».

Dunque l’Agenzia non costerà un occhio della testa, come sostengono i sindacati della Farnesina?

Non so dove abbiano preso quelle cifre. Per la nostra cooperazione, che non impiega fondi ingentissimi, quello che serve è un vascello corsaro: agile, veloce e professionale. I costi preventivati non sono nemmeno un quinto di quelli che si è scritto su qualche giornale. Quanto al personale dell’Agenzia, la maggior parte già lavora al ministero. Per cui non ha senso dire che verranno assunte 450 persone. Certo, qualche assunzione di tecnici ci sarà. Ma sarà nel segno della professionalità, del rilancio e del ringiovanimento. Servono anche idee e risorse fresche.

Anche perché la legge attualmente in vigore è un po’ vecchiotta… Read the rest of this entry

Pistelli: «Siria, l’Italia vuole essere a Ginevra 2»

Pistelli: «Siria, l’Italia vuole essere a Ginevra 2»

 

 

 

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«Siria, l’Italia vuole essere a Ginevra 2»

Intervista a l’Unità del 14.11.2013

di UMBERTO DE GIOVANNANGELI

I nuovi equilibri mediorientali passano per Ginevra. Dal dossier sul nucleare iraniano a quello della guerra in Siria, passando per l’annoso conflitto-israelo palestinese. l’Unità ne parla con Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri con delega sull’Iran.

Partiamo dal dossier più caldo: quello iraniano. C’è chi ha parlato di fallimento del primo round del negoziato. Qual è il punto di vista italiano?

«L’Italia, come è noto, per scelta di governi precedenti, non fa parte del formato 5+1. Avremmo sicuramente potuto giocare un più attivo, ma ormai questa è storia. Ciò non di meno, rivendichiamo di aver avuto un ruolo di apripista nel valutare il nuovo corso di Teheran, e abbiamo una opinione precisa su quanto sta accadendo».

Qual è questa opinione?

«L’accordo sarebbe pure stato possibile. Ma alcune resistenze – chi per convinzioni, chi per scelta tattica – hanno consigliato un breve rinvio. Dico con chiarezza che, secondo noi, l’accordo ci sarà. È evidente che gli equilibri nella regione si stanno muovendo in modo profondo. Probabilmente un rinvio di una settimana consentirà il perfezionamento di alcuni dettagli che solo a settembre sembravano inimmaginabili. Europa e Stati Uniti hanno tutto da guadagnare da quello che potrebbe diventare un contributo di stabilizzazione della regione. Vorrei che anche Israele avesse la stessa percezione. In fondo, se l’Iran smette di essere un problema, e la Siria si avviasse verso una transizione, Netanyahu potrebbe finalmente concentrarsi sulla trattativa con i palestinesi, senza emergenze regionali che lo distraggano». Read the rest of this entry